Star Wars: Il Risveglio della Forza, i commenti della redazione (senza spoiler)

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Natale è arrivato prima quest’anno. Non il 25, ma il 16 dicembre, giorno dell’uscita italiana di Star Wars: Il Risveglio della Forza. Inevitabilmente divisivo alla fine dei conti, nonostante per alcuni sia stata una cocente delusione a visione avvenuta, è innegabile l’attesa spasmodica che questo evento ha generato nel corso dei mesi appena trascorsi. CineCaverna, quindi, unisce le forze e in redazione abbiamo raccolto più pareri a distanza di qualche giorno dall’uscita del film. Ecco le nostre impressioni.

Michele Giacci

La Forza si è risvegliata e dopo 32 anni riprende vita, più matura, più potente, più spettacolare. J. J. Abrams si fa carico di uno dei fardelli più pesanti della storia del cinema e torna alle origini riportando milioni di spettatori-fan accaniti in quella galassia lontana, lontana. Se da un lato Il Risveglio della Forza, col suo battage pubblicitario, si è intromesso nelle nostre vite tra social media e Disney Store di tutto il mondo, dall’altro ripaga l’attesa mostrandosi fin da subito un film completo su tutti i fronti. Inutile soffermarsi sugli aspetti tecnici i quali sono a vantaggio di un’operazione che ci riporta al tono classico della trilogia originale e allora ecco che il soggetto si specchia con Ep. IV e V. Ma non è un’operazione nostalgica o una dichiarazione d’amore, né un plagio per paura di sbagliare, è semplicemente un motore che ritorna a funzionare, è l’eredità di un’intera generazione di fan, perché questo film è stato concepito per loro. Il nuovo universo di Abrams si muove nel Mito con la M maiuscola, un po’ come Luke che, all’inizio della sua avventura, puntava lo sguardo all’orizzonte, ai due soli di Tatooine, pensando all’incredibile universo di avventure che lo circondavano. Noi spettatori sognavamo con quel film guardando allo schermo di un cinema o di una Tv con gli stessi occhi del giovane Jedi. Ora sono i nuovi personaggi, creati da Abrams e Lawrence Kasdan, a vivere le loro avventure nel mito di Luke Skywalker e del Millennium Falcon, di Darth Vader e della Ribellione che sconfisse la Morte Nera. Rey è la donna che stavamo tutti aspettando, la salvatrice che mette l’uomo in ginocchio. Harrison Ford pare non aver mai tolto i panni di Han Solo, ma questo lo immaginavamo già. Riabbracciare i vecchi personaggi, seppur alcuni quasi di sfuggita e che saranno poi ripresi nei prossimi capitoli, dona al film un senso di intimità e leggerezza tanto che lo spettatore non deve per nulla sforzarsi di aggrapparsi alla trama. La sola cosa a cui bisogna aggrapparsi è il sediolino, perché il regista ci porta a bordo di X-Wing e TIE fighter. La sequenza in cui il caccia stellare di Poe Dameron distrugge una serie di navi nemiche farà impazzire milioni di spettatori, ma quasi sicuramente non sarà solo l’azione a smuovere gli animi. Il passaggio di consegne tra Lucas e Abrams è avvenuto con successo, ora non ci resta che sperare in qualcosa che può solo migliorare, laddove è possibile, in quella galassia lontana, lontana.

★★★★★

Nicolò Barison

Trent’anni sono passati dagli eventi del Ritorno dello Jedi e la Resistenza se la deve vedere con quel che resta dell’Impero, ora chiamato Primo Ordine. Dopo che George Lucas se n’è lavato le mani vendendo il brand alla Disney, la regia di questo nuovo “inizio” della saga è stato affidato al creatore di Lost J. J. Abrams e le cose non potevano andare peggio. Star Wars – Il Risveglio della Forza è un’accozzaglia sbiadita di scene dimenticabili, sceneggiato con i piedi e talvolta addirittura irritante. Le new entry che dovrebbero dare il via a nuove avventure sono impalpabili (fatta eccezione per Adam Driver, che a pelle sta sempre simpatico), mentre i vecchi si aggirano spaesati e confusi, anche se Harrison Ford bene o male fa il suo, nonostante sia più melenso e meno cinico di quanto ci ricordavamo. Essere un cavaliere Jedi significava qualcosa un tempo, era magia, allenamento, rigore, disciplina. Oggi invece sembra che tutti possano impugnare una spada laser e combattere come se fosse la cosa più naturale al mondo. Cosa rimane dell’atmosfera magica dei vecchi Star Wars? Poco nulla, perché Star Wars – Il Risveglio della Forza è l’ennesimo blockbusterone senz’anima che va tanto di moda di questi tempi, senza un precisa identità o idee valide e che verrà presto dimenticato senza lasciare traccia, se non al botteghino.

★ ½

Maria Chiara Ronza

Che fosse il film dell’anno lo si era capito dal mare magnum di carattere pubblicitario di cui la Disney si è occupata negli ultimi anni. Qualsiasi settore della realtà fenomenica si è piegato all’ausilio per il settimo episodio sequel della saga più famosa della storia del cinema. Ma ci chiediamo: ne è valsa davvero la pena? Sì. La sceneggiatura, scritta dal regista e produttore J. J. Abrams con Lawrence Kasdan e Michael Arndt, riesce nel doppio fine di non deludere i fan, ma anche di far divertire chi, invece, si è approcciato da poco alla saga fantascientifica. I primi ritrovano tutti i topoi a cui erano stati abituati da questa più che trentennale doppia trilogia (valori familiari, summa divisio tra bene e male, battaglie con le spade laser); i secondi assisteranno ad uno spettacolo incredibile (inseguimenti, battute ad effetto, scene adrenaliniche). Proprio agli sceneggiatori va l’encomio di aver creato risvolti narrativi efficaci e che servono da aggancio per i futuri due sequel. Nulla è lasciato al caso. I giovani attori e le new entry sono credibili e si amalgamano bene con le prove delle vecchie glorie, sia umane che meno. Star Wars: Il risveglio della Forza poteva dedicare maggiore approfondimento al dark side, ma come ogni episodio introduttivo deve introdurci verso il background delle vicende, e in questo caso, pure riallacciare tutti i fili col passato. Resta certamente un valido prodotto a cui approcciarsi con entusiasmo.

★★★½

Giuseppe T. Chiaramonte

Prendere in mano Star Wars era una sfida gigante per chiunque. Il “malcapitato” di turno è stato J.J. Abrams, ragazzo prodigio visto sempre con un grande occhio di riguardo dal suo mentore Steven Spielberg.
E J.J. Abrams è riuscito ancora una volta a far funzionare le cose. Star Wars: Il Risveglio della Forza è un film di avventure spaziali ad alto tasso di spettacolarità fondato sui personaggi. Proprio ciò che doveva essere. Abrams prende tutto ciò che è utile dai film che hanno fondato il mito e li mescola abilmente con il cinema contemporaneo, alla sua maniera, in un tipo di cinema che ricorda proprio quello del suo mentore piuttosto che quello di George Lucas. Poteva essere altrimenti?
Sorretto da uno script piuttosto solido, ma non esente da difetti, è la regia di Abrams ad essere un valore aggiunto. Il regista newyorkese dimostra ancora una volta di avere bene in mente una certa idea di cinema e lo fa attraverso il perfetto utilizzo dei tempi, nella gestione del ritmo generale e nel modo di piazzare la macchina da presa sempre nel posto giusto. Quella di Abrams è certamente una regia per cinema d’intrattenimento ma insieme riesce a risignificare quello che inquadra, non solo fermandosi alla singola inquadratura. Per esempio il percorso della new entry Rey (un’azzecatissima Daisy Ridley) è raccontato dallo script, certo, ma anche velatamente e con molta eleganza dalle immagini. Basti pensare alla prima e all’ultima location dove la vediamo.
Star Wars: Il Risveglio della Forza semina indizi, apre numerose porte e prepara il terreno per la nuova trilogia, proprio come fece nel 1977 Episodio IV (dal quale questo film attinge maggiormente), ma soprattutto ribalta la prospettiva inserendo un personaggio come Kylo Ren che probabilmente rappresenta il potenziale maggiore. Non ci resta che attendere.

★★★★

Valentino Zona

A distanza di dieci anni da La Vendetta dei Sith, è arrivato sul grande schermo il nuovo capitolo della saga fantascientifica più amata di sempre. Il regista e co-sceneggiatore J.J. Abrams, vero e proprio erede spirituale di George Lucas, prende le distanze dalla trilogia prequel e si rifà all’impianto narrativo di Una nuova speranza, soprattutto nella seconda metà della pellicola. Tale scelta di fondo, all’apparenza poco coraggiosa, non influenza in maniera negativa la godibilità dell’opera; tuttavia, una maggiore inventiva non avrebbe certo guastato. I protagonisti sono la mercante di rottami Rey (Daisy Ridley) e l’ex assaltatore Finn (John Boyega), entrambi ben delineati e in grado di conquistare fin dal primo momento lo spettatore. Mancano nemici del calibro di Darth Vader, ma Kylo Ren si rivela un villain atipico e interessante: è probabile una sua evoluzione nei sequel. Il capo del Primo Ordine è, invece, privo di spessore e ricalca nell’aspetto le sordide creature tolkieniane: non convince affatto. Le incongruenze relative all’uso della Forza e delle spade laser possono far storcere il naso ai puristi; esse, però, sono giustificate dal fine di esaltare l’azione, così da assecondare i gusti del pubblico moderno. Il principale colpo di scena e il cliffhanger sono perfetti: suscitano forti emozioni nello spettatore, alimentando la sua spasmodica attesa per l’episodio VIII. Star Wars: Il Risveglio della Forza è un’esplosiva miscela di tradizione ed elementi innovativi, capace di soddisfare appieno non solo i fan di vecchia data ma anche i neofiti.

★★★★½

Virgilia Bertolotto

Ti siedi in sala. Le luci si abbassano. E quando inizia l’iconica musica di John Williams non puoi non emozionarti. Un’emozione che ti accompagna per tutto il film, equamente divisa tra la nostalgia provata nel rivedere i personaggi della vecchia trilogia e la curiosità nel conoscere gli ottimi nuovi protagonisti, in particolare l’eccezionale Rey (Daisy Ridley) e l’accattivante Poe Dameron (Oscar Isaac) che spero avrà più spazio nei prossimi capitoli. L’unico al momento non del tutto convincente è Kylo Ren (Adam Driver): probabilmente questo personaggio avrebbe dovuto rimanere ancora un po’ più misterioso nel primo capitolo, ma confido in una sua interessante evoluzione nel prossimo film. Se la trama può sembrare non particolarmente inventiva, la storia si dipana comunque con scorrevolezza, avvicinandosi molto di più alla freschezza della trilogia originale di quanto non fatto dagli ultimi tre film. Star Wars: Il risveglio della Forza è uno spettacolo per gli occhi e per il cuore, un blockbuster, sì, ma ricco di sentimenti quanto di effetti speciali.

★★★★

Cinzia Carotti

Per tutto il film si ha la sensazione di vivere tra la nostalgia per la saga classica e un entusiasmo frizzante per questo nuovo capitolo ben riuscito e dinamico. J.J Abrams è riuscito a colmare in maniera egregia quella frattura drammatica necessaria prodotta dalla trilogia prequel, mettendo in scena un universo “tangibile” e familiare con effetti speciali digitali ma profondamente vicini all’episodio d’esordio Star Wars IV: Una nuova Speranza. Abrams utilizza il medesimo umorismo presente nei film originali, azzeccando i casting dei nuovi arrivati, riportando su schermo i volti di personaggi amati (e con cui molti di noi sono cresciuti) e lanciando un’amabile nuovo droide BB-8 un vero e proprio “personaggio” e non un semplice oggetto di gag comiche. Il fatto che la protagonista sia donna e iniziata alla forza non può che aprire un capitolo nuovo alla saga che ha accompagnato generazioni nei piccoli e grandi mutamenti sociali, combattendo i lati oscuri di ogni tempo – e facendoci innamorare anche dell’ombra che come disse Yoda “necessaria essa è” per l’equilibrio in tutte le cose.

Film consigliato ai fan che si divertiranno a trovare le gustosissime citazioni nascoste e gli ammiccanti rimandi alla vecchia e nuova trilogia.

★★★★

Valentina De Brasi

Lo abbiamo aspettato tanto e, finalmente, è arrivato. La Forza si è davvero risvegliata e non poteva che farlo nel migliore dei modi.
J.J. Abrams fa centro, portando sul grande schermo un episodio VII che presenta nuovi volti, ma non dimentica quelli già conosciuti. Lo stesso modus operandi viene ripetuto anche nel resto del film: i riferimenti al passato ci sono e sono evidenti, ma il risultato non è sgradevole. Anzi.
La storia cattura i nuovi arrivati e non delude i vecchi affezionati, creando una continuità lineare e nostalgica – ma non troppo – e ricordandoci che sì, siamo proprio nel posto giusto.
Sicuramente le new entry sono tutte ricche di potenziale: Finn (John Boyega) e Rey (Daisy Ridley) conquistano subito lo spettatore, appassionandolo alle loro vicende e avventure, spaziali e non; anche Poe (Oscar Isaac), nel breve tempo dedicatogli, lascia un’impressione positiva che ci porta, inevitabilmente, a volerlo conoscere meglio; BB-8, il simpatico robottino rotolante, è un personaggio -è il caso di dirlo- davvero a tutto tondo.
Ma cosa ci aspetta dal lato Oscuro della Forza? È qui che, probabilmente, troviamo la new entry più interessante: Kylo Ren è un villain diverso, “dilaniato” non solo dalla persistente chiamata della Luce, ma anche dal suo spirito sfuggente, che più sente la Luce, più vuole gettarsi nelle braccia dell’Oscurità. Siamo, senza dubbio, solo agli inizi del suo percorso, che si prospetta intrigante sotto tutti i punti di vista.
Il Risveglio della Forza segna il passaggio di testimone nelle competenti mani di Abrams, il quale, pur non distinguendosi per l’originalità del racconto, riesce a creare uno schema che si incastra alla perfezione.
La sua creatura diverte, emoziona, intrattiene e non lascia a bocca asciutta.
Al contrario fa nascere un’istintiva curiosità, grazie anche alla bellissima ed evocativa scena conclusiva che ci proietta immediatamente verso il futuro, con il cuore traboccante di emozioni, vecchie e nuove.

★★★★½

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