Rubber, la ruota assassina

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(id.) Genere: Grottesco, Horror, Commedia Regia: Quentin Dupieux Cast: Steven Spinella, Roxane Mesquida, Jack Plotnick, Wings Hauser, Ethan Cohn, Charlie Koontz Durata: 85 min. Anno: 2010

rubber_posterMetacinema. Alcuni spettatori muniti di binocolo stanno osservando da lontano un film sulle peripezie di Robert. Robert è (letteralmente) uno pneumatico che prende vita senza ragione alcuna. Vagando nel deserto californiano, scopre di avere poteri telecinetici che gli permettono di far esplodere in maniera parecchio splatter tutto quello che vuole. Dopo aver fatto saltare in aria una bottiglia di birra, un coniglio e un uccello, la ruota ci prende gusto e inizia a concentrare la sua attenzione sugli esseri umani, per poi innamorarsi perdutamente di una bella ragazza (Roxane Mesquida) che sosta nel deserto in un Motel.

Ci sono sprazzi di genio in questo strampalato film di Quentin Dupieux, francese classe 1974, anche produttore discografico e musicista, che ha all’attivo numerose regie di video musicali al fianco di Michel Gondry (e le affinità con il modo di fare cinema del visionario regista di Eternal Sunshine of the Spotless Mind infatti non sono poche). Non per tutta la durata del film (che in alcuni punti si perde un po’), ma c’è del genio. Parliamo innanzitutto dell’incipit, azzeccatissimo, il quale mette subito le cose in chiaro. Ci sono alcune sedie sparse nel deserto. Ad un certo punto arriva una volante della polizia che, con estrema meticolosità, le ribalta una ad una. La macchina si ferma e dal bagagliaio esce un agente (Steven Spinella) che pronuncia un monologo in faccia allo spettatore sul fatto che nei film molte cose succedono senza una ragione. “Nel film di Steven Spielberg, E.T., perché l’alieno è marrone? Per nessun motivo. In Love story perché i due protagonisti si innamorano perdutamente l’uno dell’altra? Per nessun motivo. Nel film di Oliver Stone, JFK, perché il presidente viene improvvisamente assassinato da uno sconosciuto? Per nessun motivo. Nell’eccellente Non aprite quella porta di Tobe Hooper perché non vediamo i personaggi andare in bagno o lavarsi le mani come fa la gente nella vita reale? Assolutamente per nessun motivo. E ancora peggio, ne Il pianista di Polanski, perché quell’uomo ha bisogno di nascondersi, di vivere come un vagabondo, quando suona così bene il pianoforte? Ancora una volta la risposta è per nessun motivo.” E tutto questo perché? Perché la vita stessa è piena di nessun motivo. Rubber è proprio un omaggio al nessun motivo, il più potente elemento stilistico secondo Dupieux, il cui talento non è passato certo inosservato. La pellicola fu ai tempi presentata alla Settimana della Critica al Festival di Cannes.rubber

Rubber è uno di quei film fuori di testa che o si amano o si odiano, dividendo il pubblico in due. Sicuramente chi cerca nei film una storia solida si sentirà preso in giro ed abbandonerà dopo pochi minuti la visione, mentre chi ritiene che il cinema non debba necessariamente essere ingabbiato negli stilemi di un intreccio lineare, apprezzerà fin da subito il discorso in camera fatto dal poliziotto e rimarrà catturato dell’irrealtà della ruota serial killer. D’altra parte, come disse una volta Peter Greenaway: “Il Cinema è un mezzo troppo ricco per essere lasciato ai cantastorie”. Perché allora uno pneumatico dovrebbe prendere vita o diventare il protagonista di un film? Semplice, per nessun motivo.

★★★½

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Nicolò Barison

Nicolò Barison

Nicolò Barison nasce a Fossano (CN), classe 1985. Grande appassionato di cinema, è redattore del sito di informazione cinematografica CineCaverna e collabora con la rivista di poesia, arte e letteratura on-line Poetarum Silva (www.poetarumsilva.com).

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