The Last Witch Hunter – L’ultimo (speriamo) cacciatore di streghe

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(The Last Witch Hunter) Genere: Azione, Horror Regia: Breck Eisner Cast: Vin Diesel, Elijah Wood, Rose Leslie, Ólafur Darri Ólafsson, Julie Engelbrecht, Michael Caine, Rena Owen, Joseph Gilgun, Isaach De Bankolé, Michael Halsey, Armani Jackson, Lotte Verbeek, Inbar Lavi, Bex Taylor-Klaus, David Whalen Durata: 98 min. Anno: 2015

The Last Witch Hunter CoverNel Medioevo, un drappello di uomini valorosi dà la caccia alla perfida Strega Regina (Julie Engelbrecht), la cui magia ha diffuso la peste e decimato la popolazione. Tra questi, vi è Kaulder (Vin Diesel), un contadino che, dopo aver perso la sua famiglia, non ha più alcun motivo per vivere. Riuscito a sconfiggere la strega, prossimo alla morte, viene da essa maledetto ad un’esistenza eterna.

Nella New York dei nostri giorni, le streghe ci sono ancora. Con gli umani è stato stretto un patto di non belligeranza reciproca, una tregua sulla quale vigila il sacro Ordine dell’Ascia e la Croce, al cui servizio ritroviamo Kaulder nelle rinnovate vesti di cacciatore, il cui operato è supervisionato dai Dolan, sacerdoti dell’Ordine che si sono succeduti nei secoli al suo fianco.

Alcuni praticanti delle arti magiche, tuttavia, tramano per il ritorno della Strega Regina per soggiogare di nuovo l’umanità…

Tremate, tremate, dunque. Le streghe sembrano non essersene mai andate.

Come quella del vampiro e di altri esponenti del fantastico meno inflazionati, la strega è un archetipo che, ciclicamente, fa capolino tra le arti.

Tante sono le sue apparizioni nella settima arte, anche se sono molto rare le pellicole in cui questa figura sia riuscita ad affrancarsi dai tratti meramente archetipici per sviluppare qualcosa di nuovo.

The Last Witch Hunter

Purtroppo, l’ultimo lavoro di Breck Eisner, The Last Witch Hunter, sembra incidere i propri caratteri nella lista dei “Trascurabili” in merito.

L’eterna lotta tra Bene e Male, così come il precario equilibrio tra Ordine e Caos, si riconfermano anche in questa pellicola topoi cardine della narrazione.

Al centro di quest’ultima, troviamo, nei panni dell’ennesimo cacciatore ad uso e consumo del Bene, Vin Diesel, in un ruolo che sembra essere cucito ad hoc sul physique du rôle declinato all’action che contraddistingue da sempre l’attore americano piuttosto che risultare l’esito di una prova attoriale di sorta ad opera di quest’ultimo.

I personaggi secondari, tra cui spiccano i nomi di Michael Caine e Elijah Wood, nei panni di due Dolan succedutisi accanto a Kaulder, non sono particolarmente approfonditi e si limitano a fornire il minimo apporto possibile per dare motore all’azione, annichilendosi negli stereotipi del mentore saggio e del novizio imbranato.

The Last Witch Hunter

Il personaggio femminile, una giovane strega di nome Chloe, interpretata da Rose Leslie, si configura come aiutante del protagonista ed esponente del ramo buono della magia, ma, a livello di scrittura del ruolo, far convergere gli eventi affinché si verifichi un risvolto amoroso tra i due risulta una forzatura pesante e davvero banale.

Nulla da riferire sul ruolo dell’antagonista, la Strega Regina interpretata da Julie Engelbrecht. Forse, ottenere un “non classificato” per il ruolo di strega in un film che parla di streghe è già un risultato.

Dal punto di vista visivo, la computer grafica fa il suo sporco lavoro, ma, in un contesto dove il budget offerto dalla produzione consente di investire in merito, essa non basta a risollevare le sorti di un prodotto come quello cinematografico, che, piuttosto, dovrebbe distinguersi soprattutto per la qualità della narrazione che per quella della spettacolarizzazione della stessa, pena il sospetto di voler puntare su quest’ultima per distogliere l’attenzione dello spettatore su altro genere di carenze.

In conclusione, tenendo conto anche della data di uscita del film sia nelle sale americane che italiane, The Last Witch Hunter risulta un’operazione commerciale creata a tavolino per proporre un blockbuster dalle edulcorate componenti horror al pubblico nel contesto della celebrazione di Halloween.

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Viviana de Lillo

Viviana de Lillo

Stanziata nella natale Torino dalla prima apparizione su tale piano di esistenza, registrata il 06 settembre 1986, trascorre 3/4 di vita seduta su una poltroncina rossa davanti ad un grande schermo immerso nel buio. Il restante quarto l'ha investito in fumetti, serie tv e cartacce semiotiche. Su queste ultime, a proposito, nutre ancora dei dubbi, ma questa è un'altra storia.

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