Dark Places, i luoghi oscuri di un film oscuro

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Dark Places Genere: Drammatico, Thriller Regia: Gilles Paquet-Brenner Cast: Charlize Theron, Nicholas Hoult, Chloe Grace Moretz, Corey Stoll, Christina Hendricks Durata: 113 min Anno: 2015

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Sono passati venticinque anni da quando Libby Day (Charlize Theron) era conosciuta da tutti come l’orfanella dell’omicidio della piccola fattoria del Kansas. Venticinque anni da quando suo fratello maggiore Ben (Corey Stoll) è rinchiuso in carcere per aver ucciso brutalmente sua madre e le altre due sorelle piccole. Venticinque anni eppure c’è chi ancora indaga, chi crede che non si ha tra le mani il vero colpevole. È per questo che Libby viene contattata dal giovane Lyle Wirth (Nicholas Hoult), membro di un gruppo di amatori detective chiamato Kill Club impegnato nel riaprire vecchi casi ai fini di portare a galla la verità. Coinvolta nella causa per dimostrare l’innocenza di Ben non per puro affetto familiare, ma dalla necessità primaria di denaro, Libby rivivrà i momenti precedenti alle violente morti  che hanno segnato la sua infanzia, spingendosi oltre un limite ormai non può far altro che  oltrepassare.

Tornano sullo schermo le opere della scrittrice Gillian Flynn, autrice del libro e in seguito riconosciuto successo cinematografico L’amore bugiardo Gone Girl, tra i ricordi di una giornata fuori dall’ordinario e la follia cieca di giovani presi da seti sataniste. Dark Places Nei luoghi oscuri però, a differenza del precedente lavoro partito dal romanzo, si allontana dalla qualità che tanto aveva stupito nella storia di Nick ed Amy, problema dovuto da una frettolosa smania di seguire l’ondata positiva che Gone Girl aveva portato ricadendo sulla scelta di un regista non all’altezza di Fincher e su la realizzazione di un film scadente di cui vengono completamente ignorate le potenzialità.

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Partendo da una Charlize Theron che manca di novità, l’attrice ripercorre in chiave cupa la strafottenza del suo personaggio interpretato nella commedia di Jason Reitman Young Adult, ostentando un look da indolente maschiaccio che non sembra aver vestito per richieste registiche, ma come volontà di riconoscenza artistica non derivante dalla sua bellezza. La sua Libby Day ottiene perciò come risultato una personalità scorbutica ed arrogante, priva del sentimento di compassione che lo spettatore dovrebbe provare. In un alternarsi di flashback e nuove indagini la storia si snoda in un continuo svelarsi di colpi di scena che appartengano all’ oggi e al 1985, anno dell’efferato crimine; personaggi in balia di bugie, segreti e inaspettate rivelazioni, forse unica nota salvabile di un film che va alla deriva.

Se i luoghi oscuri di Libby Day sono i posti dove la donna tiene nascosti i ricordi di quella notte, per chi sta guardando il film sono solo un complesso buio, una grande maschia scura che nulla lascia alla memoria se non l’estrema insoddisfazione di chi ha davanti un brutto film.

 

 

 

★★

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