L’Amore Bugiardo – Gone Girl, il nuovo thriller di David Fincher

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Gone GirlRegia: David Fincher – Genere: thriller – Cast: Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon, Kim Dickens, Patrick Fugit – Durata: 149 minuti – Anno: 2014

David Fincher ci ha abituati a cinema di altissimo livello e di raffinata fattura, pur affrontando la materia cinematografica in maniera sempre diversa, ma lasciando un po’ alla volta il suo segno indelebile di regista di classe. Cosa succede però, quando David Fincher riprende in mano tutti gli elementi dei film precedenti e li mescola insieme? Ne viene fuori un film come Gone Girl.

gone-girl-poster-ben-affleck-404x600Dopo il successo letterario del libro di Gillian Flynn sembrava naturale che proprio il regista di Se7en e The Social Network ne facesse una trasposizione cinematografica e così è stato. E il risultato è straordinario.
Scritto dalla stessa autrice del libro, Gone Girl ne segue pedissequamente i capitoli raccontandoci la vicenda di Nick Dunne, tipico americano, uomo belloccio, insopportabile per natura la cui moglie scompare il giorno del loro quinto anniversario di matrimonio. Proprio Nick diventa l’indiziato numero uno con l’accusa di omicidio della moglie Amy.
Gone Girl è un ritratto cinico e spietato del matrimonio, dove né la figura maschile né quella femminile ne escono con una buona reputazione. Ma non è solo questo e David Fincher lo sa benissimo.
Attorno alla vicenda di Nick e Amy nasce una forte dinamica legata ai media, accaniti sulla storia dei coniugi Dunne col solo obiettivo di alzare l’audience, che è tanto spietata quanto la visione del matrimonio. E ovviamente il pubblico fa la sua parte perché segue il vento più forte. Lo spettatore in sala finisce per accodarsi a questi ultimi ma con un leggero distacco, perché la sceneggiatura di Gillian Flynn e la regia di David Fincher ci guidano sì in quella direzione, ma ci lasciano qualche indizio lungo il percorso quanto basta per avere il beneficio del dubbio.

Perché la verità non è sempre davanti ai nostri occhi o almeno non rimane visibile tanto a lungo da poterla leggere con sicurezza. Già dai titoli di testa, Fincher ce lo dice. Una rapida rappresentazione di North Carthage, magistrale riassunto di diverse pagine dell’inizio del libro, con l’inserimento di cast e cast tecnico. Ogni sovrimpressione appare insieme all’inquadratura, ad ogni stacco di montaggio e dopo pochissimi istanti scompare in dissolvenza come fossero degli indizi sotto i nostri occhi ma che ci sfuggono rapidamente perché distratti da altro.

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Gone Girl però è anche altro e la messa in scena di Fincher rimane come al solito sontuosa e chirurgica. L’inserimento dei protagonisti in spazi indesiderati è magistrale, che si tratti della propria casa o del parchetto del proprio quartiere o qualsiasi altro luogo. Lo spazio soffoca i personaggi che però sono sempre inquadrati con piani ampi, una sorta di antitesi visiva a sottolineare il rapporto tra loro e il luogo dove stanno.
Ancora una volta si conferma un triplo sodalizio prezioso per Fincher: il primo con i musicisti Trent Reznor e Atticus Ross che realizzano una colonna sonora angosciante al punto giusto, mai invadente e perfettamente calibrata con i momenti in cui sentiamo solo i suoni d’ambiente.
Il secondo con il direttore della fotografia Jeff Cronenweth che sceglie una gamma di colori in piena armonia con le note musicalgone girl4i. Infine, il sodalizio con il montatore Kirk Baxter che mette assieme la macchina drammaturgica attraverso un montaggio sopraffino. Se da una parte nascono accostamenti geniali come quello tra un bacio tra i due sposi e il prelievo di un campione di saliva di Nick, dall’altra deflagra in quelle che ormai potremmo definire le sequenze à-la-fincher. E in Gone Girl ce ne sono ben due di fila.

Due parole, infine, bisogna spenderle anche sui protagonisti. Il tanto bistrattato e criticato Ben Affleck dimostra ancora di avere non solo il physique du role, ma anche di dare la giusta profondità ad un personaggio che non poteva che avere il suo volto. Mentre su un altro livello è la recitazione della straordinaria Rosamund Pike, sulla quale però è meglio non dire altro, perchè è tutta da scoprire in sala.

David Fincher si conferma quindi un regista eccellente, capace di raccontare un mondo intero attraverso una vicenda accattivante. Gone Girl è una mano stretta alla bocca dello stomaco dello spettatore che stringe più o meno forte in base alla situazione, ma quando meno ce lo si aspetta spinge con violenza contro un muro facendo molto male. Decisamente uno dei migliori film dell’anno.

★★★★½

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Giuseppe T. Chiaramonte

Giuseppe T. Chiaramonte

Nato a Catanzaro nel 1988, vive nella provincia di Milano da sempre. Appassionato di cinema fin da piccolo capisce che vuole farne la sua vita quando vede La compagnia dell'anello. Nonostante l'imprinting col genere blockbuster, che rimane nel cuore, la conoscenza del cinema d'autore arriva qualche anno dopo grazie agli studi e ora tra i suoi registi preferiti si contano nomi come Billy Wilder, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Martin Scorsese, David Fincher e Christopher Nolan. Ma siccome nella vita è un montatore video, la vera fonte di ispirazione arriva dalla leggendaria Thelma Shoonmaker, dal maestro Walter Murch e Kirk Baxter.

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