Ant-Man, il piccolo grande film della Marvel tra commedia e heist-movie

Share Button

id. – Genere: fantascienza/azione/commedia – Regia: Peyton Reed – Cast: Paul Rudd, Michael Douglas, Evangeline Lilly, Corey Stoll, Michael Peña – Anno: 2015 – Durata: 115 minuti

antman_poster4Chi l’avrebbe mai detto che un disastro temuto e quasi annunciato potesse essere invece così brillante e convincente nel suo essere così consapevolmente piccolo e diverso dalla massa?
Ant-Man nuovo film dei Marvel Studios, è la sorpresa dell’estate e il miglior modo per chiudere la Fase 2 dell’UCM.
Ricapitolando: Edgar Wright e Joe Cornish stavano sviluppando il progetto da più di otto anni, ma a pochi giorni dall’inizio delle riprese, il regista abbandona il timone della nave per divergenze creative con la Marvel. Wright viene sostituito abbastanza in fretta da un regista che non lavora da moltissimo tempo, Peyton Reed (l’ultimo film diretto è stato Yes Man) e lo script viene ripreso dallo stesso attore Paul Rudd e da Adam McKay (sceneggiatore di Anchorman) che lo fanno virare verso i lidi della commedia.
È evidente un certo sconcerto da parte dei fan e la campagna pubblicitaria un po’ sottotono non sembra promettere niente di buono, anche se a giudicare da trailer e video vari è innegabile un certo fascino per questo supereroe così diverso agli altri.

E infatti, il film lascia una bella sensazione. Niente di così eccezionale, ma le due ore filano via velocemente, senza mai essere pesante e con una certa intelligenza nello sviluppare trame e sottotrame.
Gli elementi dell’heist-movie con quelli del film di origini dei supereroi si sposano bene con il genere della commedia e insieme vanno a creare una sorta di formula chimica che si ripete sempre identica a sé stessa. Eppure, la natura di questo particolare supereroe riesce a fare la differenza, e alcune scelte, come quella della battaglia finale, ne aumentano il valore. Ant-Man è un eroe piccolissimo, le sue collaboratrici sono le formiche, quindi è tutto ridotto in scala dal punto di vista dell’azione, ma questo non impedisce al film di mantenere un alto tasso di spettacolarità e di avere tra le sue carte più forti una scena visivamente straordinaria.
Inoltre, anche il cast funziona perfettamente. Paul Rudd e Michael Douglas hanno un’alchimia particolare e le loro scene insieme mettono a confronto il vecchio mondo con il nuovo. Sia nella realtà dove Rudd mette in gioco il lato della commedia, stemperando il tono drammatico del secondo, sia nella finzione del film, dove i fantasmi di un vecchio scienziato-soldato si scontrano con la volontà di redenzione del giovane ex galeotto.
A far storcere un po’ il naso sono invece Evangeline Lilly, con una prova un po’ sottotono, ma con una grande capacità fisica e Corey Stoll che interpreta il ruolo di un cattivo non troppo convincente e al limite del macchiettistico.
ant-man_ok

Ad ogni modo, per chi conosce lo stile di Edgar Wright, sono diversi i momenti in cui vien da pensare che qualcosa sia rimasto dallo script originale (cosa certa, per altro, considerando che nei credits Edgar Wright e Joe Cornish sono i primi due nomi della lista). La stessa natura da heist-movie lo prova (scelta azzeccata e coerente col percorso di affrontare un genere diverso per ogni film della Fase 2), ma anche qualche pallido tentativo di imitare lo stile del regista inglese a volte fa capolino con scarsi risultati. Per fortuna, alla Marvel non hanno pensato di passare tutto il tempo a cercare di fare le cose à-là-wright e hanno confezionato un film che ha tutto il diritto di elevarsi come migliore di Avengers: Age Of Ultron, per esempio.

Termina la Fase 2 e la basi della Fase 3 sono gettate con un apparente salto indietro per confezione del film e stile, ma l’obbligatoria scena post-credits catapulta tutto verso un futuro oscuro e molto, molto interessante. Staremo a vedere.
Intanto, Ant-Man è un piccolo grande film con la forza di reggersi sulle proprie gambe, il che è un pregio che non tutti i film del’UCM hanno.

★★★½

antman_formica2

Share Button
The following two tabs change content below.
Giuseppe T. Chiaramonte

Giuseppe T. Chiaramonte

Nato a Catanzaro nel 1988, vive nella provincia di Milano da sempre. Appassionato di cinema fin da piccolo capisce che vuole farne la sua vita quando vede La compagnia dell'anello. Nonostante l'imprinting col genere blockbuster, che rimane nel cuore, la conoscenza del cinema d'autore arriva qualche anno dopo grazie agli studi e ora tra i suoi registi preferiti si contano nomi come Billy Wilder, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Martin Scorsese, David Fincher e Christopher Nolan. Ma siccome nella vita è un montatore video, la vera fonte di ispirazione arriva dalla leggendaria Thelma Shoonmaker, dal maestro Walter Murch e Kirk Baxter.

Be the first to comment

Leave a Reply