Mr. Nobody, le mille scelte di un uomo qualunque

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Genere: Drammatico, fantascienza Regia: Jaco Van Dormael Cast: Jared Leto, Sarah Polley, Diane Kruger, Linh Dan Pham, Rhys Ifans, Natasha Little, Juno Temple Anno: 2009 Durata: 141 min

mr-nobodyNew York, 2092, Nemo Nobody (Jared Leto) si appresta a compiere 118 anni, è l’ultimo dei mortali in un mondo futuristico nel quale gli esseri umani hanno subìto il processo di telomerizzazione, vale a dire un rinnovamento cellulare da permettere il raggiungimento dell’immortalità. Nemo non riesce a ricordare tutta la sua vita che gli appare solamente come pezzi confusi di un puzzle. L’uomo, che dice di avere 34 anni, verrà aiutato dal Dottor Feldheim e da un giovane giornalista determinato ad ottenere l’intervista del secolo, a rimettere insieme i tanti pezzi della sua preziosa esistenza.

Dal suo punto di vista Nemo (Nessuno in latino) Nobody (Nessuno in inglese) ci racconta la sua vita e lo fa con i se e con i ma. Quante volte avremmo voluto prendere una decisione diversa, fare una scelta al posto di un’altra, fare colazione in un bar invece che in ufficio, dire ciao alla ragazza che non abbiamo mai degnato di uno sguardo, un treno che dovevamo prendere o forse che dovevamo perdere. Il tema portante del film è proprio questo, stravolgere tutto e farlo mostrandoci come sarebbe stata la vita del protagonista se avesse preso una decisione diversa. Alla stazione ferroviaria il piccolo Nemo, a soli nove anni, deve decidere se seguire la madre (Natasha Little) in partenza o restare col padre (Rhys Ifans); Nemo potrebbe sia perdere quel treno inciampando, che prenderlo al volo. Oppure potrebbero esser successe entrambe le cose e fornire a Nemo un futuro diverso, ramificato, e con conseguente possibilità di scelta in un altro episodio della sua vita. Il Nemo di 117 anni viaggia con la mente nei ricordi del Nemo di 9, 15 e 34 anni. Racconta la vita col padre e quella con la madre. Narra del Nemo sposo a Jean, Elise e Anna. Ma qual è stato il binario che ha seguito? Quale vita? Domande che il giornalista si chiede senza avere mai una risposta. Forse tutte o forse nessuna.

“Se viviamo in un universo con dimensioni attaccate, come possiamo distinguere l’illusione dalla realtà? Il tempo è conosciuto come una dimensione di cui viviamo l’esperienza in un’unica direzione. E se una delle altre dimensioni non fosse spaziale, ma temporale?”

photo_06Nemo Nobody è il niente di ogni cosa. La sua vita si dividerà in scelte sempre più difficili, scelte infinite che si mescolano a rimpianti e paradossi, finché non faranno più alcuna differenza tra quello che Nemo ha scelto e quello che avrebbe voluto scegliere. Tutte le sue vite saranno vere e tutte saranno inventate. Sarà il marito di tutte le donne incontrate nel suo viaggio o uno scapolo solitario mangiato dai rimorsi. Il paradosso della scelta, che vediamo schiudersi nel finale poco risolutivo, è il nucleo del film. Esiste quella libertà di scelta che conduce verso una sconfitta inevitabile, perché per ogni cosa che sceglieremo ci sarà comunque qualcosa a cui rinunceremo. L’unica salvezza è non scegliere tra le infinite possibilità, ma mantenerle tutte vive, realizzandole solo nella nostra fantasia.

Il regista belga Jaco Van Dormael prende un cortometraggio anni ’80 e ne fa un remake cinematografico affondando gli artigli tra Ridley Scott e i fratelli Wachowski. Proprio in questi ultimi coglie la possibilità di uscire dai canoni della logica e prendere lo spettatore per mano portandolo in un vortice senza regole, viaggiando tra sogno e realtà, passato, presente e futuro. Insaporendolo anche con un po’ di Donnie Darko, ma marcandolo con un montaggio molto più impegnativo, istruisce il pubblico sulla teoria del caos, delle stringhe e sull’effetto farfalla. Mr. Nobody è un film ricco e complesso che si arma di sapori sentimentali, affetto e coraggio, per spingere l’uomo a fare delle scelte o a chiedersi se esiste un disegno già scritto, una logica precisa contrapposta all’istinto di scoprire il senso della vita. Il tutto nelle sembianze di un sorprendente Jared Leto.
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L’impianto fantascientifico è attento e curato nei minimi dettagli da far gridare al miracolo, tenendo in considerazione la piccola produzione franco-belga. Nonostante questo sono molte le sequenze visivamente notevoli e anche gli effetti speciali risultano tecnicamente coinvolgenti. Ma certe volte un virtuosismo dopo l’altro e qualche effetto grafico ridondante cozzano con un’inventiva impressionante, finendo con lo stancare chi ha voglia di tematiche e dialoghi complessi. La fotografia vivida e piena di colori evocativi è un bel colpo d’occhio insieme ad un montaggio che salta dalla realtà al racconto di vite parallele, con dissolvenze futuristiche che arricchiscono la già creativa messa in scena del teatro di posa dei vari secoli di vita del protagonista. Intellettualmente, il film, sembra vincere le sue scommesse, diviso tra la proposta nichilista che ciò che scegliamo non ha importanza e l’implicazione sdolcinata che diverse strade potrebbero portare a diversi tipi di felicità. Le ripetute dimostrazioni dell’effetto farfalla risultano però esasperanti, come quando la morte di una senzatetto fornisce la spinta a Nemo per riunirsi con l’amore della sua vita, o quando un uomo disoccupato bolle un uovo in Brasile e crea la condensa che causa il temporale che cancella un numero di telefono scritto a mano. Eppure, non è cosa da poco per strappare intensità in uno scenario che suona come un elaborato esercizio di probabilità.

E’ inoltre doveroso segnalare che Van Dormael mantiene tutto molto chiaro: anche nella sua forma più complessa, il film adopera un processo sinuoso, avanzando attraverso tagli lirici di rime musicali e visive. L’uso ripetuto di “Mr. Sandman” è un omaggio a Ritorno al Futuro (tra i tanti omaggi). La filosofia di Mr. Nobody pende più nell’ingenuo che nel profondo, ma in una realtà parallela, quanti altri film avrebbero avuto lo stesso livello di folle ambizione?

Purtroppo il film non è mai stato distribuito in Italia e finora resta una piccola perla che salta da un sito web all’altro e che viene consacrato già tra i cult di questo ancora giovane nuovo secolo di cinema.

★★★ 1/2

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Michele Giacci

Michele Giacci

Michele Giacci nasce a Napoli il 31 maggio 1987, l'anno di Full Metal Jacket, Il cielo sopra Berlino, Gli Intoccabili, Wall Street e del primo scudetto del Napoli di Maradona. Cresce coi western alla tv e coi film di Spielberg al cinema, insieme ai romanzi di formazione del ventesimo secolo e all'amore incondizionato verso l'isola d'Irlanda.

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