Faux Amis, l’eterna dannazione

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id. – Genere: drammatico – Regia: Federico Maria Mazzarisi – Cast: Vincenzo Vito Iorio, William Bianco, Said Gebna – Durata: 15 min. – Anno: 2015

locandina defC’è un cinema piccolo che cerca di muoversi nel marasma nella produzione audiovisiva. Non si parla di film indipendenti che hanno una distribuzione misera in una manciata di sale alla volta nella speranza che qualcuno li veda e rimanga colpito, ma di un cinema che sta ancora qualche passo indietro: quello dei giovani diplomati nelle scuole di cinema, degli aspiranti registi e autori e dei mestieranti che desiderano fare del lavoro lavoro tecnico un’arte, magari ispirandosi ai più grandi artisti del montaggio o del suono o della fotografia della storia del cinema.

Faux Amis, opera prima di Federico Maria Mazzarisi fa parte proprio di questo cinema. Con una troupe giovanissima, praticamente tutti Under 30, racconta la storia di Vincenzo, un piccolo delinquente che si trova costretto a commettere un furto per poter recuperare il figlio rapito.
Raccontare un intero arco narrativo non è cosa facile quando i minuti a disposizione sono limitati, ma Mazzarisi riesce nel suo intento attraverso una messa in scena asciutta, ma molto precisa.
Le scene che compongono il racconto sono così osservate da due punti di vista ben definiti: il primo segue da vicino le azioni di Vincenzo quasi che la macchina da presa fosse la sua ombra, mentre il secondo si pone lontano, rimpicciolendo i protagonisti della scena e immergendoli nell’orizzonte dei paesaggi ripresi.
È così che la realtà dipinta nel film, quella della piccola criminalità della periferia milanese, diventa una prigione di cemento e di campi desolati, dai quali sembra non ci sia modo di fuggire e dove agiscono delle figure indistinguibili. Allo stesso modo anche le altre location danno lo stesso effetto: una baita nascosta tra gli alberi e soffocata dalla neve diventa il corrispettivo non urbano di una realtà opprimente e di eterna dannazione.

31A portare sulle spalle il peso della storia è Vincenzo Vito Iorio (protagonista dell’episodio pilota della web serie Yvonne, finalista del bando “Are You Series?” del Milano Film Festival nel 2014 e prossimo alla lavorazione di un lungometraggio come protagonista), attore nato nella compagnia teatrale di Bollate e, in parte, ispiratore della vicenda del film. L’interprete napoletano racconta tutto il disagio della vita di periferia attraverso il suo sguardo intenso e una fisicità esplosiva seppure racchiusa nella sua piccola statura. I lunghi silenzi, gli sguardi all’orizzonte, la camminata nervosa e i momenti di sospensione si fanno portatori di molto più significato di quanto non lo facciano i dialoghi relegati, invece, al semplice delineamento della trama.

Faux Amis è dunque il ritratto di un piccola realtà costruita addosso ad un personaggio che vorrebbe fuggire ma non riesce. Illuso di poterne uscire, Vincenzo cerca di cogliere una possibilità inafferrabile, come un treno che continua la sua corsa e sul quale è impossibile salire per procedere il viaggio. Vincenzo continua così a percorrere un tunnel tortuoso e buio senza che il tragitto gli offra una luminosa via d’uscita.

★★★½

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Giuseppe T. Chiaramonte

Giuseppe T. Chiaramonte

Nato a Catanzaro nel 1988, vive nella provincia di Milano da sempre. Appassionato di cinema fin da piccolo capisce che vuole farne la sua vita quando vede La compagnia dell'anello. Nonostante l'imprinting col genere blockbuster, che rimane nel cuore, la conoscenza del cinema d'autore arriva qualche anno dopo grazie agli studi e ora tra i suoi registi preferiti si contano nomi come Billy Wilder, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Martin Scorsese, David Fincher e Christopher Nolan. Ma siccome nella vita è un montatore video, la vera fonte di ispirazione arriva dalla leggendaria Thelma Shoonmaker, dal maestro Walter Murch e Kirk Baxter.

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