Predestination, destinato a diventare un piccolo cult

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id.Genere: fantascienza – Regia: Michael e Peter Spierig – Cast: Ethan Hawke, Sarah Snook, Noah Taylor, Christopher Kirby, Christopher Sommers – Durata: 97 minuti – Anno: 2014

predestination_locandinaPredestination è la storia di un agente temporale giunto al suo ultimo lavoro: fermare un pericoloso terrorista prima che compia il suo crimine più grande. Intanto deve trovare un sostituto nell’agenzia dove lavora.
I film sui viaggi nel tempo hanno sempre un grande fascino, ma è sempre difficile riuscire a essere convincenti, gli elementi in gioco sono molti e basta poco perché il film possa perdere di credibilità.
La storia del cinema ci ha insegnato alcune regole e da quelle non si può sfuggire perché rispettano una logica ferrea: la logica dei paradossi temporali, non intervenire nella linea del tempo, non interagire con persone di epoche diverse per non influenzarle nelle scelte future, ecc…
I fratelli Spierig (Michael e Peter) affrontano di petto questo film di genere e riescono a creare un prodotto che probabilmente è destinato a diventare un piccolo cult.

Consci di tutti gli elementi in gioco, i registi, anche sceneggiatori, imbastiscono un’intricata trama sul paradosso temporale attraverso una struttura narrativa davvero audace. Il film è perfettamente divisibile in due parti: la chiacchierata e la soluzione del problema. Non si può dire di più perché si entrerebbe subito nel campo dello spoiler. È con questa scelta che però, Predestination non si ferma al genere fanta-thriller. Infatti, nella storia raccontata vi è presente un dramma umano e un’importante riflessione sul destino e sul libero arbitrio. Siamo davvero liberi di costruirci il futuro che desideriamo, oppure il tempo alla fine ci raggiunge sempre? Inoltre, risulta molto interessante l’idea sul vero motore che muove una persona: non l’amore, ma lo scopo, quasi che le persone fossero programmate per fare qualcosa o per restare coerenti col film, predestinate a compiere determinate azioni.
Predestination_stillI fratelli Spierig hanno un grande senso dell’inquadratura e lo costruzione delle varie epoche, l’arco narrativo abbraccia un periodo storico che va dagli anni ’40 ai primi anni ’90, è davvero minuziosa.
Inoltre, la complessità della trama è accompagnata da una costruzione millimetrica dei dettagli.
Il bello di Predestination è che tiene davvero incollati allo schermo per tutto il tempo ed è in grado di creare un effetto suspense degno del significato che gli aveva conferito il più esperto in materia, Alfred Hitchcock: parafrasando, la differenza tra “sorpresa” e “suspense” è che nella prima né i protagonisti né lo spettatore sanno che sotto al tavolo del ristorante dove sta avvenendo un dialogo c’è una bomba che esploderà, mentre nella seconda i protagonisti sono ignari, ma lo spettatore lo sa.
Ecco, l’impianto visivo di Predestination riesce a realizzare esattamente l’effetto suspense, perché attraverso una sterminata serie di dettagli che si camuffano da elementi trascurabili, per lo spettatore un po’ più attento (e qui l’attenzione va mantenuta costantemente alta), la soluzione del problema potrebbe arrivare molto prima del previsto, ma ovviamente i protagonisti non lo sanno. La domanda a quel punto diventa: andrà a finire davvero così?

Un thriller con elementi da dramma intimista, ma immerso nella fantascienza dei viaggi nel tempo, dunque, e ad accompagnare questo viaggio ci sono due grandi attori. Il primo è il navigatissimo Ethan Hawke che in trent’anni di carriera ha sbagliato davvero pochissimi film. Vederlo protagonista in Predestination non può che far pensare a quel gioiellino di Gattaca: stesso respiro del film, un dramma umano raccontato in una fantascienza diversa, però senza mai entrare nella logica del blockbuster.
Ma a stupire più di tutti è Sarah Snook, attrice australiana ventottenne che potrebbe reggere da sola tutto il film. La sua interpretazione è ricca di sfaccettature tutte palpabili che vanno dritte al cuore e alla pancia dello spettatore.
Realizzato con molta testa e curato nei minimi particolari, Predestination merita la visione anche solo per la capacità di mettere in gioco lo spettatore. E non è cosa da poco.

★★★½
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Giuseppe T. Chiaramonte

Giuseppe T. Chiaramonte

Nato a Catanzaro nel 1988, vive nella provincia di Milano da sempre. Appassionato di cinema fin da piccolo capisce che vuole farne la sua vita quando vede La compagnia dell'anello. Nonostante l'imprinting col genere blockbuster, che rimane nel cuore, la conoscenza del cinema d'autore arriva qualche anno dopo grazie agli studi e ora tra i suoi registi preferiti si contano nomi come Billy Wilder, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Martin Scorsese, David Fincher e Christopher Nolan. Ma siccome nella vita è un montatore video, la vera fonte di ispirazione arriva dalla leggendaria Thelma Shoonmaker, dal maestro Walter Murch e Kirk Baxter.

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