Jonathan Nolan rivela il finale originale di Interstellar

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Molti spettatori si sono posti più di una domanda sul finale di Interstellar, il film di Christopher Nolan che ha diviso pubblico e critica e, soprattutto, l’Academy. Jonathan Nolan, co-autore della sceneggiatura insieme al fratello regista, ha rivelato il suo finale originale, dichiarando che si trattava di qualcosa di “molto più semplice”.

Jonathan, parlando con alcuni scienziati in California ad un evento promozionale sull’uscita Blu-ray del film, ha scherzato, “Sono il fratello sbagliato”, quando gli è stato chiesto di spiegare il finale di Interstellar.BTS: (Pictured) Jonathan Nolan

ATTENZIONE SPOILER:

Nel finale visto al cinema Cooper (Matthew McConaughey) trasmette i dati a sua figlia dalla “quinta dimensione”. Trovandosi nel tesseratto può tornare indietro nel tempo e contattare la sua giovane figlia, prima di tornare nel presente per incontrarla, ormai anziana, negli ultimi istanti di vita. Il finale di Jonathan Nolan, invece, mostrava il collasso del ponte di Enstein-Rosen (il wormhole) mentre Cooper cercava di trasmettere i dati sulla Terra.

Ciò significherebbe che il lieto fine che ha visto Cooper riunirsi a sua figlia prima di tornare nello spazio per trovare Anne Hathaway è stata la seconda scelta, decisamente meno cupa e desolante rispetto allo script originale che prevedeva la morte del protagonista. Lo sceneggiatore però, non ha rivelato se le informazioni di Cooper sarebbero arrivate ugualmente sulla Terra salvando i suoi abitanti e soprattutto la figlia.5d_kipthorne3_f

L’astrofico Kip Thorne, che ha partecipato alla realizzazione degli aspetti scientifici del film, ha invece dichiarato che la sceneggiatura iniziale, quella scritta inizialmente per Steven Spielberg, comportava un elemento che è stato poi sostituito: le anomalie che conducono Cooper e Murphy fino alla NASA dovevano essere onde gravitazionali emanate dalla distruzione di una stella di neuroni, tramite un buco nero. Queste onde sarebbero state captate dal Laser Interferometer Gravity-Wave Observatory (che lo stesso Thorne ha aiutato a costruire), per poi condurre gli uomini fino al buco nero. Christopher Nolan ha voluto modificare questo aspetto del film perché a sua detta troppo complicato. ”Era qualcosa di molto importante per me” ha ribadito l’astrofisico, ”ma Chris ha pensato che, per il pubblico, fosse troppa scienza da digerire in una volta sola.”

Per queste ed altre curiosità e spiegazioni sul film non ci resta che aspettare l’uscita in Blu-Ray fissata per il 1° aprile.

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Michele Giacci

Michele Giacci

Michele Giacci nasce a Napoli il 31 maggio 1987, l'anno di Full Metal Jacket, Il cielo sopra Berlino, Gli Intoccabili, Wall Street e del primo scudetto del Napoli di Maradona. Cresce coi western alla tv e coi film di Spielberg al cinema, insieme ai romanzi di formazione del ventesimo secolo e all'amore incondizionato verso l'isola d'Irlanda.

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