Il sale della terra, la disarmonia universale senza appello

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Titolo originale:  The Salt of the Earth Regia: Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado Soggetto: Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado, David Rosier,Camille Delafon Genere: Documentario, Biografico 100 min 2014

Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato?
Matteo 5:13

il_sale_della_terra_locandinaLa vita solitamente fa giri infiniti ma sicuramente la sorte di Sebastião Salgado è singolare. Dopo studi scientifici si è iscritto alla facoltà di Economia e Statistica nel suo paese natale, il Brasile. Abbandona una brillante carriera di banchiere per dedicarsi alla fotografia, complice l’aiuto della moglie Lelia Wanick Salgado e di un viaggio folgorante nelle terre africane. Salgado si occupa soprattutto di reportage di impianto umanitario e sociale, consacrando mesi, se non addirittura anni, a sviluppare e approfondire tematiche di ampio respiro che lo porteranno in America Latina, Brasile, foreste pluviali, deserti ma soprattutto in Africa.

31201674_il-sale-della-terra-sebastiao-salgado-apres-wenders-0Nessuno poteva prevedere, quando spese tutti i suoi averi per acquistare le attrezzature fotografiche, che sarebbe diventato il fotografo più amato e ammirato al mondo. Fotografo della miseria e della tribolazione umana, Salgado ha raccontato l’avidità di milioni di ricercatori d’oro brasiliani sprofondati nella più grande miniera a cielo aperto del mondo, ha denunciato i genocidi africani, ha immortalato i pozzi di petrolio incendiati in Medio Oriente, ha testimoniato i mestieri e il mondo industriale dismesso, ha perso la fede per gli uomini davanti ai cadaveri accatastati in Rwanda e ‘ricomposti’ nella perfezione formale e compositiva del suo lavoro.

1404816793854_8Il documentario racconta queste vicende arricchendole di sfumature biografiche narrate attraverso le voci del figlio, Juliano Ribeiro Salgado, il padre Salgado e la stessa Lelia Wanick Salgado. Wenders ci regala un vero proprio affresco che non è semplice descrizione biografica ma un viaggio attraverso un fotografo che è stato in grado di raccontare il destino dell’umana natura. L’uomo è appunto il sale della terra, colui che nel bene e nel male condiziona l’esistenza del pianeta e delle sue creature. Questa esperienza estetica potentissima viene raccontata con la consueta poesia a cui Wenders ci ha abituati.

a3fa07f2662d1410f27e49329e1be9d3Luci e ombre che ci restituiscono le emozioni del narratore, le voci che irrompono negli ambienti incontaminati, colonne sonore essenziali che trascinano esattamente al centro di ogni cosa: l’uomo. In questa epica umanista, tanto cara anche a Terrence Malick, si scorge il destino univoco di uomo e universo così intimamente e perfettamente collegati. Salgado riesce a realizzare in fotografia ciò che Wenders cerca di trasmetterci: la carne di Dio (l’uomo) rischia di compromettere lo splendore del mondo e al contempo riesce a farne parte con estrema naturalezza.

sebastiao_salgado_genesi_venezia_mostra__3__1Attraverso scale di grigi con chiaroscuri che impressionano e congelano il momento crudo e meraviglioso dell’esistere  riscopriamo i temi di quella storia infinita e insensata che Salgado stesso ha definito irrimediabile: l’esodo, la sofferenza, il calvario dei paesi sconvolti dalle guerre e dalle nuove schiavitù che iniziano ad affliggere anche i paesi occidentali in un vortice perenne di insensatezza da cui è difficile riemergere senza essersi interrogati sul senso della vita. Mentre il regista ritrae il fotografo in lacrime non possiamo che chiederci insieme a questi due grandi uomini se mai vi sarà un vero tempo di pace in cui la brutalità umana non abbia spazio, ma il leopardiano sovraumano silenzio dei ghiacciai che non conoscono la presenza se non quella della natura ci lascia una risposa secca, senza appello: siamo noi l’anomalia disarmonica del mondo.

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