Still Alice, il terribile confronto con il morbo di Alzheimer

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(id.) Genere: Drammatico. Regia: Richard Glatzer, Wash Westmoreland. Cast: Julianne Moore, Kristen Stewart, Alec Baldwin, Kate Bosworth, Hunter Parrish. Durata: 100 min. Anno: 2014.

Still Alice 01Trasposizione del romanzo Perdersi (Still Alice, 2007) della neuroscienziata Lisa Genova, il film racconta la storia di Alice Howland, una cinquantenne appagata di New York, professoressa di linguistica alla Columbia University, moglie e madre felice di tre figli. Ma la vita le riserva una brutta sorpresa che si chiama morbo di Alzheimer, in una forma rara e precoce.

Tutto il film ruota intorno alla figura di Alice, vero perno della vicenda, una Julianne Moore in stato di grazia che ha meritatamente vinto il Golden Globe come Miglior attrice in un film drammatico ed è stata nominata agli Oscar 2015 per questa sua intensa interpretazione. Ed è anche l’unico personaggio veramente approfondito e seguito con attenzione man mano che la malattia avanza a rubarle i ricordi di tutta una vita. Come hanno affermato i due registi Richard Glatzer e Wash Westmoreland, “La sua trasformazione nel film è sottile, graduale, ti accorgi di quanto è cambiata solo quando la rivedi nel video girato tempo prima.” A Glatzer è stata diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica prima delle riprese, rendendolo ancora più determinato a raccontare questa storia con tutti i mezzi a sua disposizione, utilizzando un iPad con un solo dito per dirigere.

I figli e il marito, quest’ultimo interpretato da Alec Baldwin, si limitano a rimanere personaggi di contorno, senza che vi sia un particolare approfondimento psicologico. Nota di demerito soprattutto per Kristen Stewart, nei panni di una delle figlie, la quale mantiene la stessa espressione apatica per tutta la durata del film, mentre dovrebbe mostrare un certo coinvolgimento emotivo, che sia di rabbia o di disperazione, nei confronti di una madre che sta inesorabilmente scivolando nell’oblio.

Still-Alice-02Still Alice tratta un tema sicuramente importante e toccante, che avrebbe meritato di essere trattato con ancora maggior accortezza. Ci si commuove quando ad Alice cominciano a manifestarsi i primi sintomi, ma poi accade tutto troppo in fretta, i salti temporali ci fanno avanzare avanti di mesi e non c’è il tempo di analizzare in profondità questa terribile malattia. Ci sono anche delle interessanti spiegazioni, ma fin troppo didattiche, mentre si sarebbe dovuto ricreare il giusto pathos mostrando con più precisione la vita e gli affetti intorno ad Alice. Il film dura solo 100 minuti, per cui si sarebbe potuto intensificare un po’ la sceneggiatura arricchendola con altri episodi significativi e con una più lenta acquisizione del problema da parte dei personaggi, ma anche da parte degli stessi spettatori che devono cercare di entrare in empatia solo grazie agli sporadici momenti mostrati. Molto coinvolgenti sono le splendide musiche di Ilan Eshkeri.

Still Alice, presentato in anteprima mondiale l’8 settembre 2014 al Toronto Film Festival e poi in concorso al Festival Internazionale del film di Roma, uscirà nelle sale italiane il 22 gennaio.

★★★

Qui la recensione di Maria Chiara Ronza.

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Virgilia Bertolotto

Virgilia Bertolotto

Nasce a Torino nel 1987. Appassionata da sempre di cinema e, in particolare, di cinema d’animazione, nel 2011 consegue la laurea magistrale in Discipline cinematografiche - Storia, teoria e patrimonio. Nel luglio 2014 Vincenzo Grasso Editore pubblica il suo saggio "Dal pixel alla Pixar". Nel tempo libero gestisce tre fanpage su Facebook (Mads Mikkelsen Italia, William Holden Tribute e Jack Huston Italia) e si diletta nel montaggio di filmati. Gli altri suoi interessi sono la lettura, la fotografia e l’arte.

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