Big Eyes, un Tim Burton uguale ma diverso

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id.Genere: biografico/drammatico – Regia: Tim Burton – Cast: Amy Adams, Christoph Waltz, Krysten Ritter, Terrence Stamp, Jason Schwartzman, Danny Huston – Durata: 105 minuti – Anno: 2014

big eyesTim Burton torna al genere del biopic dopo vent’anni dal folle quanto personale Ed Wood. La storia di Big Eyes è la storia dell’artista Margaret Keane, vittima della “violenza” del marito che rubò i meriti delle sue opere d’arte nel corso degli anni ’50, perchè l’arte al femminile non avrebbe venduto.

C’era tanta attesa e tanto timore per l’uscita di questo film. Tanta attesa perchè volenti o nolenti, un film di Tim Burton è sempre un piccolo evento. Paura perchè a parte con Big Fish, il cinema di Burton degli ultimi quindici anni è stato un po’ povero di idee e soprattutto sempre simile a sè stesso, senza andare oltre la riproposizione di uno stile ormai riconosciuto già dalla fine degli anni ’80.

Con Big Eyes, il regista di Burbank fa una piccola svolta, ma senza abbandonare completamente la sua impronta. La regia di Tim Burton è essenziale e puntuale, con i soliti appuntamenti con inquadrature oblique, o sbollate, e senza virtuosisimi di nessuna sorta. Un ritorno al cinema classico, con il punto di vista del genio che tutti ricordiamo. Visivamente, la fotografia di Bruno Delbonnel esalta la tavolozza di colori pastello e ritrae in maniera flebile la figura di Mr.Keane, trattamento fotografico particolare riservato solo a lui.

Big Eyes però non brilla per la messa in scena, nè per la sceneggiatura che segue pedissequamente tutte le intuizioni che si avevano dopo la prima visione del trailer. A esaltare il lavoro di Tim Burton sono gli attori: Amy Adams dimostra ancora una volta la sua duttilità in materia di recitazione. Dalla svampita e dolce principessa di Come d’Incanto, alla stronza despota in The Master, alla bomba sexy di American Hustle (per dirne solo alcuni), fino alla figura fragile di Margaret Keane in Big Eyes. Al suo fianco, Christoph Waltz non tradisce la sua bravura in un ruolo non facile da interpretare e capace di regalare una vasta gamma di emozioni, anche le più inaspettate. Un piccolo cenno anche al ruolo riservato a Krysten Ritter non tanto per l’incisività della sua recitazione, quanto per la presenza perfetta in un film del regista californiano. Che diventi una nuova musa?

Sebbene non sia un capolavoro, Big Eyes è un ottimo film, confezionato con tutti i crismi e che si spera sia l’inizio di una nuova fase nella carriera di Tim Burton.

★★★½

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Giuseppe T. Chiaramonte

Giuseppe T. Chiaramonte

Nato a Catanzaro nel 1988, vive nella provincia di Milano da sempre. Appassionato di cinema fin da piccolo capisce che vuole farne la sua vita quando vede La compagnia dell'anello. Nonostante l'imprinting col genere blockbuster, che rimane nel cuore, la conoscenza del cinema d'autore arriva qualche anno dopo grazie agli studi e ora tra i suoi registi preferiti si contano nomi come Billy Wilder, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Martin Scorsese, David Fincher e Christopher Nolan. Ma siccome nella vita è un montatore video, la vera fonte di ispirazione arriva dalla leggendaria Thelma Shoonmaker, dal maestro Walter Murch e Kirk Baxter.

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