View Conference, a Torino si parla di computer grafica (e non solo)

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Si è conclusa, anche quest’anno con sempre più successo, la ventesima edizione della View Conference di Torino, la seconda svoltasi alle OGR – Officine Grandi Riparazioni, evento imprescindibile per tutti gli appassionati di computer grafica. Il programma, variegato come al solito, è stato ricco di incontri con gli esperti del settore, oltre che di numerosi workshop e masterclass.

Ma non solo, perché View Conference è anche View Fest, un festival che ha avuto luogo al Cinema Massimo di Torino dal 18 al 20 ottobre. Tra i film proiettati: Toy Story 4 (2019) di Josh Cooley, Il gigante di ferro (The Iron Giant, 1999) di Brad Bird, Il piccolo yeti (Abominable, 2019) di Jill Culton e Spider-Man – Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse, 2018) di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman.

Ciliegina sulla torta il concerto di Michael Giacchino nella Sala Fucine delle OGR, con l’Orchestra Felettese che ha eseguito brani tratti da alcune delle sue colonne sonore più famose, da Gli Incredibili – Una “normale” famiglia di supereroi (The Incredibles, 2004) e Ratatouille (2007) di Brad Bird a Star Trek Beyond (2016) di Justin Lin e Rogue One: A Star Wars Story (2016) di Gareth Edwards.

Brad Bird e Michael Giacchino

Di seguito il resoconto di alcuni incontri della View Conference che ho seguito per Cinecaverna.

Cambiamenti impegnativi: la ristrutturazione di Casa Parr – Ralph Eggleston.

Ralph Eggleston, regista di Pennuti spennati (For the Birds, 2000), Oscar come Miglior cortometraggio d’animazione, e Production Designer di diversi film Pixar, ha tenuto una masterclass sulla scenografia de Gli Incredibili 2 (Incredibles 2, 2018) e, in particolare, sulla creazione della nuova casa della famiglia Parr. In ogni immagine personaggi, ambienti, oggetti di scena e abbigliamento, illuminazione e fotografia devono essere coerenti tra loro.

Per lo stile del film, una versione futuristica degli anni Sessanta, sono state molto utili le fotografie di Ezra Stoller che documentano la storia e l’evoluzione dell’architettura moderna negli Stati Uniti e durante i sei mesi di ricerca gli artisti hanno anche visitato alcuni edifici, come la George Nelson’s Kirkpatrick House. L’idea era quella di coniugare tradizione e innovazione, allontanandosi completamente dalla casa del primo film, dove regnavano frustrazione e insoddisfazione, e inserendo elementi di richiamo, come una scultura con cinque parti simboleggianti i cinque membri della famiglia.

Technical Toy Story: le ultime e le migliori del RenderMan di Pixar – Dylan Sisson.

Durante la masterclass sono stati mostrati in anteprima europea i primi due episodi di Forky Asks a Question, una nuova serie che arriverà su Disney+: What is Love? e What is Computer?.

Poi Dylan Sisson, dal 1999 nel RenderMan Products Group dei Pixar Animation Studios, ha parlato del grande lavoro di rendering in Toy Story 4. Il primo film della saga era stato renderizzato con la versione 5 del programma, mentre per l’ultimo è stata utilizzata la 21 che grazie ad un moderno path tracer ha reso molto più credibile, ad esempio, le gocce di pioggia sul vetro. La bambola Gabby Gabby inizialmente doveva avere i capelli biondi, ma siccome il rendering sarebbe risultato molto più costoso, sono stati cambiati in rossi. I personaggi più cari da questo punto di vista si sono rivelati i peluche Ducky e Bunny, per via del folto pelo. Il fotogramma più costoso ha richiesto ben 325 ore di rendering, infatti la versione 22, utilizzata ne Il re leone (The Lion King, 2019) di Jon Favreau, è stata studiata per ridurre i tempi del 40%.

Qualche numero: in Toy Story 4 ci sono più di 10.000 oggetti di scena, 2.000 provenienti dall’archivio Pixar; più di 5.000 luci, nel parco giochi si arriva fino a 17.000; 50 milioni di fibre di polvere e più di 6 milioni di foglie. Molti sono anche gli easter eggs, soprattutto nel negozio di antiquariato dove compaiono, ad esempio, il bastone di Carl Fredricksen di Up (2009) di Pete Docter e Bob Peterson e il pupazzo di Arlo de Il viaggio di Arlo (The Good Dinosaur, 2015) di Peter Sohn, mentre nel parco giochi c’è la raffigurazione di un unicorno, riferimento al prossimo film Pixar Onward – Oltre la magia (Onward, 2020) di Dan Scanlon.

Renderman 22 è uscito nel luglio 2018, la versione 22.6 nell’agosto 2019, con nuove e migliori modifiche che consentono una maggiore interattività. Prossimamente arriverà il 23 e l’intento è quello di renderlo sempre più accessibile: al momento viene usato da diversi studi, insegnato in 270 scuole e ne esiste una versione gratuita per uso non commerciale.

Musica Narrante – Michael Giacchino.

Michael Giacchino ha iniziato il suo incontro con una clip tratta da King Kong (1933) di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack, al cui successo contribuì la suggestiva colonna sonora di Max Steiner.

Il compositore statunitense con cittadinanza italiana ha poi raccontato di come molte delle sue esperienze da bambino lo ispirano ancora adesso. La sua infanzia è stata largamente dominata dalla passione per Star Wars e Star Trek e Giacchino ha poi avuto la grande soddisfazione di lavorare ad alcuni dei film recenti legati alle due saghe. Tra l’altro, ha fatto anche un piccolo cameo in Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens, 2015) di J. J. Abrams, nei panni di uno Stormtrooper che strattona Poe Dameron al cospetto di Kylo Ren.

Giacchino ha poi spiegato di come la colonna sonora debba supportare il lato visuale, narrativo ed emozionale di un film. Alla sua prima collaborazione con Brad Bird il regista gli ha detto subito che con la musica avrebbe potuto rovinare il suo film. In Up, per la sequenza della casa che vola via il tema musicale doveva trasmettere un senso di azione e avventura, ma quando ha presentato la prima composizione gli è stato riferito che necessitava di più emozione e magia, come una lettera d’amore. Giacchino ha anche raccontato una curiosità riguardante 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey, 1968) di Stanley Kubrick: la musica scritta da Alex North fu rifiutata dal regista e il compositore lo scoprì solo alla prémiere del film.

Qui masterclass e keynote di Brad Bird.

Per ulteriori informazioni sui Pixar Animation Studios: Dal pixel alla Pixar di Virgilia Bertolotto, Vincenzo Grasso Editore, 2014, Padova.

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Virgilia Bertolotto

Virgilia Bertolotto

Nasce a Torino nel 1987. Appassionata da sempre di cinema e, in particolare, di cinema d’animazione, nel 2011 consegue la laurea magistrale in "Discipline cinematografiche - Storia, teoria e patrimonio." Nel luglio 2014 Vincenzo Grasso Editore pubblica il suo saggio "Dal pixel alla Pixar". Nel tempo libero gestisce tre pagine (Mads Mikkelsen Italia, William Holden Tribute e Jack Huston Italia) e un piccolo blog (The Happiest Small Things) su Facebook. Gli altri suoi interessi sono la lettura, la fotografia e l’arte.

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