Tuo, Simon e la svolta del teen movie, recensione del film con Nick Robinson

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Love, Simon Genere: Drammatico, commedia Regia: Greg Berlanti Cast: Nick Robinson, Katherine Langford, Alexandra Shipp, Jorge Lendeborg, Miles Heizer, Logan Miller, Keiynan Lonsdale, Jennifer Garden, Josh Duhamel, Tony Hale Anno: 2018

tuo simonI teen movie hanno sempre la loro solida struttura. C’è il o la protagonista, c’è il suo gruppo di amici, c’è un liceo in cui le voci di corridoio sono ormai assoggettate dalla connessione internet più veloce e c’è uno spettacolo di fine anno a cui nessuno vuole ovviamente partecipare. E c’è poi sempre l’amore, quello sincero, che vista la giovane età ha tutta la magia dell’essere il primo. Il personaggio principale, ben legato alle sue convenzioni cinematografiche, può poi cambiare a seconda del sesso, dell’anno di frequentazione della scuola e del tipo di popolarità che il suo status richiama all’interno dell’istituto. Piccole variazioni sul programma, che tentano ogni qualvolta di approcciarsi con simpatia al pubblico di riferimento, tentando di conquistare anche il cuore di qualche spettatore più attempato.

Ma con Tuo, Simon la classicità dei teen movie subisce uno scossone ammirevole e risonante, che cambia radicalmente la figura del suo protagonista e lo rende una nuova icona per le generazioni di oggi e che verranno. Il personaggio di Simon, colonna portante del film, ha un gruppo di amici, è sempre collegato al sito di pettegolezzi del liceo e deve – ovviamente – prendere parte al musical della scuola per chiudere l’anno scolastico. Ha anche l’amore, o meglio, cerca di capire cos’è l’amore, a cui sembra avvicinarsi per la prima volta. Fino a qui un racconto semplice, per nulla distante dalle file di tante altre opere similari rivolte a giovani spettatori. Ma questa volta il protagonista ha un segreto che cambia la prospettiva della sua vita e quella del racconto, diventando punto di partenza per narrazioni di più ampio respiro e capaci di comunicare a diverse fasce di pubblico.tuo simon

Simon è gay. È un insicuro, spaventato ragazzo omosessuale che deve affrontare la propria sessualità e le conseguenze che compongono poi la sua sfera romantica, totalmente incongruenti – all’apparenza – con la normalità dei ragazzi del suo liceo e per queste represse in una serie di piccole bugie che il giovane non può che spacciare per vere. Un segreto che lo rende fragile, un segreto che non sente di poter far venire fuori, un segreto che non dovrebbe essere un segreto.

Aggiungendo l’elemento dell’orientamento sessuale, Tuo, Simon amplia lo spettro di riflessioni su argomenti teen del panorama cinematografico e allarga il discorso su tematiche che solitamente hanno visto l’ombra dell’omosessualità come un tema da trattare sottoforma di dramma, di paura e di malattia. Non che i casi di commedia con protagonisti o a tema omosessuale siano assenti, ma la particolarità di Tuo, Simon è l’esser riusciti ad affrontare l’argomento partendo puramente dall’ambito dei giovani, del liceo americano, e parlando in questo modo ad un pubblico ben mirato, sovraccarico di prodotti giovanili, ma mai improntati così sulla questione della sessualità.  tuo simon

Tuo, Simon permette l’aprirsi dei confini che fino ad ora avevano racchiuso il genere, per poi raggiungere obiettivi affrontati nel tempo soltanto marginalmente in questa tipologia di pellicola, portando un vero protagonista e una vera aria da teen movie che potesse rappresentare una svolta decisiva e probabilmente agognata dai più. Il merito del film è poi ancora un altro: non solo un punto di partenza per qualcosa di necessario, ma anche una buona commedia dal giusto ritmo che mantiene la spensieratezza della giovinezza mentre subito al di sotto i sentimenti sono pronti a venir fuori, non trascurando quella leggera commozione che la sceneggiatura di Elizabeth Berger e Isaac Aptaker riesce a maneggiare al momento adatto.

Diretto da Greg Berlanti, regista di Il club dei cuori infranti (2000) e Tre all’improvviso (2010), Tuo, Simon è un messaggio importante per un determinato tipo di cinema che vuole imparare ad aprirsi ancora di più al mondo, per poterne raccontare le differenti storie che lo compongono e in toni sempre variegati. L’adattamento di un romanzo che ha condotto ad un film il quale, nonostante la portata della materia, sa mantenersi una commedia fresca e incredibilmente tenera, come un giro su una ruota panoramica che riesce finalmente a renderci felici.

★★★1/2

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