Ready Player One, ritorno all’avventura degli anni ’80

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Ready Player One (id.)

Genere: Fantascienza, Avventura, Azione. Regia: Steven Spielberg. Cast: Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, T.J. Miller, Simon Pegg, Mark Rylance. Durata: 140 min. Anno: 2018.

2045. La Terra è ormai in declino e la gente preferisce passare il proprio tempo sul gioco di realtà virtuale Oasis, dove si può essere chi si vuole, piuttosto che nella triste vita reale. In particolare, il giovane Wade Watts partecipa a una gara ideata dal creatore di Oasis, James Halliday, la cui morte è avvenuta da pochi anni: chi troverà l’easter egg che ha nascosto, diventerà l’unico proprietario del gioco. Wade e i suoi amici devono però stare attenti alla multinazionale IOI, determinata a prendere il controllo di Oasis a tutti costi.

In un frullato di citazioni pop per tutti i gusti, alla soglia dei 72 anni Steven Spielberg confeziona un’avvincente avventura nostalgica in stile anni ’80, basata sul romanzo omonimo di Ernest Cline, anche sceneggiatore del film. Già dal titolo, infatti, si fa riferimento proprio alla schermata iniziale dei primi videogiochi. Non bisogna però considerare Ready Player One solo come un prodotto per nerd incalliti, perché vi sono anche tantissimi riferimenti alla musica e al cinema di quegli anni: dai Duran Duran a Shining (1980) di Stanley Kubrick, dalla DeLorean di Ritorno al Futuro (Back to the Future) di Robert Zemeckis alla moto rossa di Akira (1988) di Katsuhiro Ōtomo, da Blue Monday dei New Order a Godzilla, giusto per menzionarne alcuni. Personalmente mi sono commossa soprattutto quando entra in gioco il gigante di ferro, protagonista del film d’animazione omonimo diretto da Brad Bird nel 1999, un vero gioiellino sottovalutato alla sua uscita. E Spielberg si diverte a citare anche se stesso, precisamente la scena iconica di Jurassic Park (1993) nella quale il Tyrannosaurus rex insegue un’automobile.

Non bisogna però nemmeno pensare che Ready Player One sia solo un mero accumulo di citazioni. Nel film si riflette sulla triste condizione umana di un futuro dove le persone riescono a essere se stesse solo in una realtà virtuale, nella quale possono modificare il proprio aspetto e nascondersi dietro una maschera. Oasis è il modo, soprattutto per le persone meno abbienti, di evadere dal triste sobborgo dove vivono in mezzo alla sporcizia e alle carcasse di automobili. Purtroppo però questa continua ricerca di una vita migliore, seppur irreale, finisce per ridurre molti di loro ad accumulare debiti per potersi permettere l’ultimo upgrade. Non siamo in fondo distanti dalla realtà odierna impregnata di consumismo mordi e fuggi. Inoltre, come ben spiegato proprio da Halliday, per quanto sia bello poter fantasticare grazie a film, libri, musica, videogiochi, dobbiamo trovare il coraggio di affrontare la vita di tutti i giorni, bella o brutta che sia, così da non avere rimpianti.

La trama del film è ben sorretta da un ottimo gruppo di interpreti. Il giovane protagonista, Tye Sheridan, è molto efficace nel tratteggiare il suo personaggio: grazie alla caccia dell’easter egg Wade compie una vera e propria evoluzione che lo porta a capire che per vincere la gara non servono solo intelligenza e astuzia o forza bruta, ma comprendere l’insegnamento che Halliday vuole lasciare ai posteri. Quest’ultimo è interpretato con grande umanità e intensità da Mark Rylance. Ad aiutare Wade in questa sorta di cammino dell’eroe c’è Samantha, la brava Olivia Cooke: sarà lei, infatti, a spiegare a Wade che non bisogna vincere solo per diventare ricchi, ma per impedire che il gioco finisca nelle mani di una multinazionale intenzionata a controllare le persone per il proprio tornaconto. Nei panni del cattivo Nolan Sorrento, colui che guida la IOI, troviamo un perfetto Ben Mendelsohn.

La colonna sonora è di Alan Silvestri, già compositore delle musiche di alcuni film degli anni ’80, ma non solo, che sono entrati nell’immaginario collettivo, come il già citato Ritorno al futuroChi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit, 1988) di Robert Zemeckis.

Ready Player One sarà nei cinema italiani dal 28 marzo.

★★★★

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Virgilia Bertolotto

Virgilia Bertolotto

Nasce a Torino nel 1987. Appassionata da sempre di cinema e, in particolare, di cinema d’animazione, nel 2011 consegue la laurea magistrale in Discipline cinematografiche - Storia, teoria e patrimonio. Nel luglio 2014 Vincenzo Grasso Editore pubblica il suo saggio "Dal pixel alla Pixar". Nel tempo libero gestisce tre fanpage su Facebook (Mads Mikkelsen Italia, William Holden Tribute e Jack Huston Italia) e si diletta nel montaggio di filmati. Gli altri suoi interessi sono la lettura, la fotografia e l’arte.

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