Chiamami col tuo nome, recensione dell’acclamato film diretto da Luca Guadagnino

chiamami col tuo nome
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Call Me by Your Name Genere: Drammatico, sentimentale Regia: Luca Guadagnino Cast: Timothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esthel Garrel Durata: 132 min Anno: 2017

chiamami col tuo nomeÈ il mistero dell’amore quello che canta Sufjan Stevens. E del fremito dei primi sfioramenti, degli sguardi carezzevoli che scorrono sulla pelle parla il film di cui il brano fa da contrappunto musicale. Chiamami col tuo nome è l’elogiato film del regista palermitano Luca Guadagnino che giunge finalmente nelle programmazioni del cinema italiano, una pellicola di rara bellezza che si insinua silente tra i corpi dei suoi due protagonisti. Un canto d’amore lungo un sogno d’estate. La scoperta di una passione che non sarà mai altrettanto bruciante come in quella calda stagione.

È una casa grande quella di Elio (Timothée Chalamet) e della sua famiglia, situata nel bucolico nord della soleggiata Italia. Luogo di incontro per differenti culture, intreccio linguistico, condivisione di saperi, lavoro e passatempi. Come quelli che intrattengono il loro ospite estivo, lo studioso Oliver (Armie Hammer), che tra una ricerca sulle antichità e un’altra lascia inebriato il giovane abitante della casa, spaesato dall’intrigante effetto che l’uomo esercita su di lui e attratto come una calamita dal suo ostentato modo di fare. Un’amicizia che nasconde i semi di un sentimento che nel tempo saprà sbocciare, un filo che unirà Elio e Oliver in un solo, breve, insieme.chiamami col tuo nome

È l’amore antico quello che racconta Luca Guadagnino, tratto dal romanzo di André Aciman e racchiuso con un binomio di sensualità e delicatezza nel bellissimo film del regista italiano. Chiamami col tuo nome è il richiamo di conoscenze di un altro tempo rivisitate in chiave espansa e universale, un prototipo relazionare che pone le sue radici nell’erotica visione greca dell’adulto esperto e l’adolescente impreparato e ne ripropone il topos letterario con una dolcezza che non ha dimenticando la concupiscenza voluttuosa del legame che va instaurandosi tra l’”erastès” (adulto amante) e il suo “eromenos” (giovane amato). Un gioco di maturità e innocenza, costruito interamente sulle figure dei due personaggi e perfettamente integrato nella cornice culturale che ripetutamente viene menzionata, seppur mai direttamente.

Ed è su di una continua dicotomia che l’opera di Guadagnino va formandosi. Un bilanciamento che incastra al suo interno una tenerezza che è compagna dei rapporti più sinceri, una morbidezza che può esprimersi quando con affetto muto si viene sfiorati, mentre una sessualità dirompente è pronta a balzare addosso all’oggetto del proprio desiderio, vogliosa soltanto di concedersi completamente. Di poter insegnare di cosa si tratta e come si fa l’amore, mostrando di cambio il voler imparare. Una febbre carnale alimentata proprio dal suo prolungato trattenersi, la quale sprigiona così con una libido materiale e attanagliante.

chiamami col tuo nome

È un film sottile Chiamami col tuo nome, una pellicola che entra seguendo questo doppio binario andandosi a collocare direttamente sottopelle, in una parte talmente filtrata attraverso la superficie fisica dello spettatore da pervaderne il corpo nella sua interezza. Un’opera che riporta con la propria regia una relazione che passa per i dettagli, per quei piedi che si incastrano tra loro, quell’orologio che sembra non segnare mai mezzanotte, quella pesca che è sperimentazione e vergogna. Una storia per immagini inquadrata allacciandosi fedelmente alla sceneggiatura realizzata da James Ivocy, la macchina da presa che segue la connessione dei protagonisti senza mai eccedere e conducendo il medesimo andamento dei personaggi.

Eccellenti nelle loro rispettive parti, Timothée Chalamet e Armie Hammer fanno vivere Elio e Oliver e la loro meravigliosa unione, donando delle interpretazioni assenti totalmente dalla benché minima sbavatura e che al talento dei singoli aggiunge una chimica avvolgente e conturbante, che di due persone ne va a creare poi una sola. Un amore a cui è impossibile rimanere indifferenti quello di Chiamami col tuo nome, un’opera che scava dentro e resta impressa nella mente, negli occhi, nello stomaco. Come una persona che non potremmo mai riavere. Come un ricordo di tutto il vissuto che rimane stampato in uno sguardo bagnato di lacrime.

★★★★★

 

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