Assassinio sull’Orient Express, recensione del film diretto e interpretato da Kenneth Branagh

assassinio sull'orient express
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Murder on the Orient Express Genere: Thriller Regia: Kenneth Branagh, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr, Michelle Pfieffer, Daisy Ridley, Lucy Boynton, Sergei Polunin Durata: 114 min Anno: 2017

assassinio sull'orient expressÈ il treno del lusso quello dell’Orient Express. Il viaggio delle comodità, della bella gente, degli omicidi che brutalmente si consumano nell’oscuro di una cabina. L’Orient Express è il primo dei futuri crimini che il cinema porterà sul grande schermo assieme al suo protagonista assoluto, il detective dal baffo più conosciuto al mondo, appuntito come il suo acume: il perspicace, goloso, curioso monsieur Hercule Poirot.

Assassinio sull’Orient Express è il primo tentativo orchestrato e commerciale per trarre dagli scritti assoluti di Agatha Christie una serie di film curati nel loro assetto visuale e resi con la semplicità che si presta al più variato pubblico. Un blockbuster mascherato dallo sfarzo della messinscena, dal richiamo di nomi famosi che, guidati dal shakespeariano Kenneth Branagh, si affidano ad un finto sensazionalismo per attuare un buon lavoro di presa su un non troppo pretenzioso spettatore, il quale saprà cogliere i pregi della furba, ma nonostante tutto gradevole operazione.

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Il più grande investigatore di tutti i tempi, il belga Hercule Poirot (Kenneth Branagh), vuole solo godersi un tranquillo riposo dopo aver risolto con successo l’ultimo mistero per il quale era stato chiamato ad indagare. Ma, proprio mentre si trova sul treno che lo condurrà verso un po’ di pace, un efferato omicidio occuperà le abilità e le deduzioni del detective: un misfatto che sembra infittirsi ad ogni più piccola scoperta e che Poirot dovrà risolvere trovando il colpevole nascosto tra i rispettabili passeggeri.

Kenneth Branagh dirige e interpreta, muove le file dei personaggi, attualizza uno dei classici della scrittrice inglese e ne fa prodotto da consumare con benevolenza per un pubblico che, senza investire in richieste e apprezzando di buon grado il cast di stelle, sa trovare del buono nel suo ultimo film Assassinio sull’Orient Express. Vestendo lui stesso i panni del noto investigatore, l’attore imposta un accento belga e raddrizza i lunghissimi, esagerati baffi rendendoli ancora più caratteristici di quelli che hanno reso il personaggio letterario famoso nell’immaginario mondiale, donando ulteriormente, oltre che a spiccate particolarità fisiche, un nuovo spessore a monsieur Poirot.

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Più umano e dal passato che ne plasma gli atteggiamenti e il carattere, il protagonista abbandona il suo piedistallo di sapienza per entrare in contatto con accusati e spettatori, un leader della pellicola dal carismatico modo che si mostra una delle poche ineccepibili componenti dell’intero film. Perché Assassinio sull’Orient Express difetta e lo fa in largo modo, eccedendo in inquadrature e tagli di ripresa talmente ricercati – per poter di certo ovviare al ristretto spazio che può offrire un’ambientazione come quella di un treno – da saltare immediatamente all’occhio come non necessarie e legate allo scopo di spettacolarizzazione sul quale sembrano incentrati gli sforzi dell’opera.

Un eccesso che, proprio per le giganti dimensioni, risulta apparente all’occhio di qualunque osservatore, il quale però non lascia che i difetti sovrastino completamente il piacere della visione che può derivare dal film, prendendo il lavoro di Branagh per quello che in fondo è: un enigma da provare a risolvere, mentre si trascorrono senza troppo impegno un paio di ore. Un primo capitolo che segna il ritorno dei lavori di Agatha Christie al cinema, rendendo probabilmente quello di Poirot – e chissà, forse anche di Miss Marple – uno dei prossimi franchise su cui si andranno a creare i filoni cinematografici del prossimo futuro. Un film da scorre veloce su binari di alte aspettative le quali, pur se non interamente soddisfatte, sanno intrattenere affabilmente il pubblico.

★★★

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