Justice League, recensione sull’unione dei supereroi DC che però non fa la loro forza

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Genere: Azione, fantascienza, fantastico, avventura Regia: Zack Snyder Cast: Ben Affleck, Gal Gadot, Henry Cavill, Ezra Miller, Jason Mamoa, Ray Fisher, Ciarán Hinds, Amy Adams, JK Simmons, Jeremy Irons, Diane Lane Durata: 120 min Anno: 2017

justice leagueUniti si è più forti, non per la Justice League di Zack Snyder però. Nell’universo dark che la DC ha voluto inizialmente creare, avvolto dalle ombre di caratteri e passati che segnano indelebilmente l’animo tormentato dei suoi personaggi, sembra ora aprirsi uno spiraglio di debole luminosità che, tra sorrisetti e sottili ammiccamenti, dona nuova atmosfera alla costruzione delle personalità e dell’ambiente circoscritto attorno alle vicende dei noti supereroi della casa fumettistica. Un film che, puntando sui suoi cavalli di razza, perde le redini di una storia che scivola via anonima e superficiale; un intrattenimento sicuro, il quale va perdendo di identità e del necessario spessore dell’eroismo.

La terra è caduta nelle tenebre dopo la morte dell’insostituibile Superman (Henry Cavill), avvolta da un male posto ad alimentare con terrore e disturbi gli sperduti abitanti. Paura dilagante generatrice della temibile minaccia che sta per abbattersi fatale sul mondo, tre scatole possibili motrici della distruzione del pianeta, tolte con la forza ai loro popoli protettori e volte a fondersi per volontà del pericoloso Steppenwolf (Ciarán Hinds). Per fermare la voglia di devastazione dell’antagonista, Batman (Ben Affleck) tenta di mettere insieme una squadra di supereroi cogliendo l’importanza di non  poter agire in solitaria, costituendo un team composto da Wonder Woman (Gal Gadot), Flash (Ezra Miller), Aquaman (Jason Mamoa) e Cyborg (Ray Fisher) che, affrontando la difficoltà di lavorare insieme, proveranno a sconfiggere l’imminente inferno.

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In Justice League la speranza è il cuore principale. La speranza di poter combattere fianco a fianco, la speranza di salvare i propri mondi, la speranza di riuscire a resuscitare l’umanità che oramai sembra irrimediabilmente sepolta. E nella speranza di rendere più fruibile il prodotto del progetto destinato al DC Extended Universe, Justice League viene privato di una narrazione approfondita che rende in tal modo il film un blockbuster dimenticabile, un giocattolo che fa sorridere a mezza bocca nell’istantaneità della visione, ma diventa alquanto trascurabile appena messo piede al di fuori della sala cinematografica. Una pellicola vittima di tagli e continue trasformazioni le quali tutte, nessuna esclusa, pressano all’interno di una trama portata talmente all’osso da rivelarsi, in ultima analisi, vana, resa parziale rispetto all’idea principale e risultata così quanto mai sbrigativa.

I centosettanta minuti iniziali diminuiti con l’approdo alla scrittura di Joss Whedon – che dai suoi film Marvel passa per l’occasione nella schiera dei fantomatici rivali della DC – vengono ridotti alle sole due ore di durata dando la pesante sensazione di una soluzione a discapito non solo del racconto, ma della credibilità dell’unione dei personaggi principali, accozzati in una squadra alla quale non ci si affeziona per la sua globalità, ma continua ad andare avanti per la singolarità dei suoi componenti. Personaggi che cercano in tutti i modi di piacere, di condurre una certa leggerezza la quale doveva rimanere estranea se desiderosi di mantenere una personalità distinta dentro l’universo DC, conformandosi secondo la presunta volontà del pubblico di ritrovarsi ogni qualvolta davanti ad un indefinito, comune film di supereroi.

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Guerrieri senza rilevante valore in una messa in scena che sente l’esigenza fremente e, arrivati a questo punto, irritante di digitalizzare pesantemente qualsiasi più piccola parte dell’inquadratura e a quanto pare impossibilitata dall’allontanarsi per più di qualche minuto da ripetuti, infiniti, agonizzanti rallenty, chiara – e nella pellicola apparentemente unica – firma della regia di Zack Snyder.

Un manipolo di eroi che fa il proprio dovere mettendo l’impegno essenziale e riuscendo perciò, tra combattimenti non particolarmente entusiasmanti e battute poste alla soglia del limite, a portare ad una conclusione la loro lotta e la loro pellicola. Un film che vola più veloce di Superman, che corre più veloce di Flash, sia per ciò che consente il grande schermo sia nella mente del pubblico.

★★★

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