Emoji – Accendi le emozioni, il fallimentare film d’animazione che fa capire dove la tecnologia sta purtroppo portando

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The Emoji Movie Genere: Animazione, commedia, avventura Regia: Tony Leondis Cast: T.J. Miller, James Corden, Anna Faris Durata: 86 min Anno: 2017

emoji - accendi le emozioniEmoji – Accendi le emozioni e ti passa subito la voglia di stare al telefono. In un mondo di smartphone ultramoderni, di tecnologia invadente, di spropositato interesse per applicazione, filtri, socialità e dropbox il film del regista Tony Leondis sembra ribadire, senza essere ovviamente questo il suo intento, il lavaggio del cervello che la nuova generazione di adolescenti è condannata a subire passivamente, preferendo una vibrazione del telefono, una suoneria o uno schermo illuminato come metodo per capire che qualcuno ha interesse a comunicare. Interazione che oramai si limita soltanto alle buffe piccole icone che la tastiera ha da offrire, poca cosa per stabilire un vero contatto con l’altro e per creare un film che si presenta insulso e mal ideato.

Nel mondo dello smartphone, nel villaggio della messaggeria, lo scopo di ogni emoji è poter lavorare nel cellulare. Anche la giovane emoji dell’indifferenza Gene sogna di poter finalmente mettersi all’opera, obiettivo del tutto mancato a causa di un problema che lo rende difettoso agli occhi della cittadina. Gene, infatti, non ha un’unica espressione come ogni emoji funzionante, ma ha la facoltà di mutare a seconda dei suoi sentimenti. Una complicazione non da poco per chi vuole svolgere il proprio mestiere e che porterà la giovane faccina ad un viaggio all’interno del telefono per trovare la soluzione alla sua condizione.emoji - accendi le emozioni

Un’avventura tra app, giochi, virus e aggiornamenti per capire che non è necessario cambiare, ma rimanere sé stessi. Un cammino nei meandri di uno smartphone per comprendere i valori dell’amicizia e del non mettersi su di un piedistallo. Un film d’animazione che esplora l’ignoto universo dei messaggi per raccontare, contro la sua volontà, la stupidità di oggi. Emoji – Accendi le emozioni è il percorso all’inverso di Inside Out, l’interno di un telefono che mostra tutta la freddezza, l’ignoranza, il pressapochismo dell’ammodernamento rivolto alle nuove forme di relazione e porta a ragionare su quanto sia migliore la vita delle emozioni rispetto a quella della tecnologia.

Nel periodo storico e sociale che si sta attraversando, in cui si ha ben poco tempo per prestare attenzione ai veri valori i quali possono scaturire soltanto da rapporti tangibili, è incredibilmente preoccupante la creazione di un cartone animato tanto vuoto da rischiare l’alienazione sempre più pressante dei giovanissimi, a cui sembra insegnata l’importanza di usare l’emoji giusta per esprimere i propri sentimenti piuttosto che guardare negli occhi i propri coetanei per poter così, semplicemente, parlare. Un’operazione che ha richiesto addirittura il lavoro di ben quattro sceneggiatori – Eric Siegel, Mike White, Jordan Roberts e lo stesso regista Tony Leondis – eppure nessuno di loro insospettito dalla bassa qualità del prodotto offerto e dallo sbagliatissimo messaggio morale che sbandiera senza ritegno ai quattro venti.

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La curiosa strada che sembra intraprendere Emoji – Accendi le emozioni si pone come nel centro infantilmente ludico di una critica che si rivela poi soltanto esaltazione del mezzo di interrelazione smartphone, ribaltando più volte la sua stessa finalità e mostrando una mancanza di cura – e intelligenza – nella costruzione del film d’animazione.

Con giochi di parole scontatamente fastidiosi e troppo spesso buttati a caso, un mondo colorato, ma noioso e becero fin all’inverosimile, il fallimentare Emoji – Accendi le emozioni rivela quanto sia importante ora come ora spegnere cellulari, computer, tutto ciò che allontana dalla realtà corporea e creativa per non cadere nel pericolo di far appassire il germoglio di ciò che è vivo e al di fuori dell’estensione tecnologica. Un film che le emozioni le ignora totalmente.

 

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