Jimmy’s Hall, l’ultimo lungometraggio di Ken Loach

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Jimmy’s Hall – Una storia d’amore e libertà (Jimmy’s Hall) Genere: Commedia Biografico Regia: Ken Loach Cast: Barry Ward, Simone Kirby, Jim Norton, Andrew Scott Durata: 109 min. Anno: 2014

”Sono sempre quelli i nemici: i padroni e i preti.”

Jimmy's_Hall_posterSu questa premessa si basa l’ultimo lungometraggio (il regista ha dichiarato di volersi dedicare solo ai documentari da ora) dell’inglese Ken Loach, Jimmy’s Hall – Una storia d’amore e libertà, che ha partecipato allo scorso Festival di Cannes. Per tutta la carriera, iniziata negli ultimi anni sessanta, si è soffermato su coloro che appartengono alle middle classes, sugli operai, sui rapporti multietnici (qui la recensione di Un bacio appassionato) e sugli ideali comunisti. Il film in questione è la summa di tutto ciò.

Dopo aver combattuto la Guerra d’indipendenza irlandese (raccontata nel capolavoro Il vento che accarezza l’erba) ed essere stato a New York in cerca di fortuna, il comunista irlandese Jimmy Gralton (realmente esistito ed interpretato dal bravissimo Barry Ward) ritorna nella natia Effrinagh per aiutare l’anziana madre nella conduzione della fattoria di famiglia. Il suo arrivo rappresenta una vera e propria catarsi per tutti gli abitanti del posto.
Subito dei ragazzi lo incoraggiano a riaprire la sala da ballo (e di ritrovo) dei suoi genitori perchè ammettono di non avere stimoli di alcun tipo per divertirsi. In un primo momento è restio in quanto è apparentemente già stanco di una vita frenetica, ma poi accetta perchè attirando molte persone in un solo luogo, può esprimere le proprie idee politiche e fare proposte.

Il protagonista di Loach appare come un vero e proprio eroe romantico: è propositivo, idealista e anche temerario, ma contestualmente si sente smarrito ed estraneo. Più volte ci viene mostrato dubbioso sul da farsi: vuole ripartire, ma anche restare. Sono davvero splendide le scene in cui rimane da solo o a falciare l’erba o a passeggiare, e la splendida campagna irlandese è una perfetta cornice.

”…forse è meglio ignorarli. La repressione aumenta la rivolta.”Jimmys Hall dance Ken Loach film

Loach racconta con passione ed in modo schietto le animosità tra le persone, dedite a balli, incontri di boxe e corsi di disegno, e i membri del clero locali, i quali appaiono come un ostacolo alla conoscenza, al piacere e ad emancipazioni di ogni tipo. Memorabile e franca è l’ammonizione del parroco locale, interpretato dal bravo Jim Norton, del loro modus vivendi nel sermone domenicale.

Ritroviamo uno storico collaboratore di Loach: il direttore della fotografia Robbie Ryan, il cui lavorio è superbo. Specie per le scene open-air.

L’ultimo film del regista inglese è da vedere perchè offre un’esemplare sguardo sull’Irlanda comunista degli anni trenta tramite le accattivanti e coraggiose gesta di Gralton e dei suoi seguaci, che sfoceranno nella Revolutionary Workers League.

★★★½

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