La Bella e la Bestia, il live action Disney che fa tornare la voglia di vedere il classico animato

la bella e la bestia
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Genere: Drammatico, fantastico, musicale, sentimentale Regia: Bill Condon Cast:  Durata: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Ian Mckeller, Emma Thompson, Audra McDonald, Gugu Mbatha-Raw, Nathan Mack, Hattie Morahan Durata: 129 min Anno: 2017

la bella e la bestiaChi potrebbe mai amare una bestia? E chi, sognatore grazie a oggetti parlanti e canzoni indimenticabili, potrebbe mai apprezzare la natura di un prodotto cinematografico che pur non allontanandosi assolutamente dalla sua base originaria, non risulta tuttavia in grado di riportarne meritevolmente e appassionatamente la sua essenza originaria? Dilemma che nessun sortilegio può spezzare quello che pervade e circonda a malincuore l’ultimo – e purtroppo non nel senso definitivo del termine – live action Disney La Bella e la Bestia, ritorno sul grande schermo dell’intramontabile cartone animato che ha fatto innamorare milioni di cuori e il quale diventa trasposizione insoddisfacente di un classico dell’infanzia.

Belle (Emma Watson) è una ragazza particolare, diversa dai suoi concittadini e per questo definita dal paese al completo strana. L’incantevole giovane vive in una piccola casetta insieme al padre Maurice (Kevin Kline) ed è preda indesiderata delle accanite attenzioni del narcisista e triviale Gaston (Luke Evans). Quando a causa di sfortunati eventi si ritroverà a dover cercare il padre in pericolo, Belle sarà costretta alla prigionia nella dimora di un’inquietante Bestia (Dan Stevens), ma il castello nella quale è rinchiusa è sotto l’effetto di un terribile incantesimo e così anche il suo padrone, un maleficio che forse lei riuscirà a spezzare.

Una Bestia che se avesse imparato ad amare e a lasciarsi amare avrebbe riportato alla vita il proprio palazzo popolato da domestici diventati armadi, pianoforti, candelabri ed orologi: un personaggio che affiancato a quello dell’intelligente e coraggiosa Belle ha tutte le qualità per far parte di una storia toccante ed al contempo incredibile. E così è stato. Nel 1992 infatti, la pellicola animata diretta da Gary Trousdale e Kirk Wise, fu candidata all’Oscar per il Miglior Film dopo aver riempito di sentimento e magia un commosso pubblico. Ma la scia del successo di un classico Disney che continua a trascinarsi felicemente fino ai giorni nostri non garantisce per questo la stessa accoglienza e, soprattutto, lo stesso affetto.

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La Bella e la Bestia nella versione live action, che segna la rivisitazione della casa Disney di tanti successi i quali hanno contribuito ad esaltarne il valore di fabbrica dei sogni, svela le carte di una produzione che vedrà altri lungometraggi animati nel corso del prossimo futuro cinematografico. Su una politica che conta il maggiore sforzo visivo sul minimo lavoro di originalità, il film diretto da Bill Condon manca della sorpresa fantastica del ritrovarsi immersi in atmosfere frizzanti e romantiche che bene conoscevamo grazie al suo splendente predecessore e non riesce in nessun modo ad elevarsi aggiungendo della personale poesia ad una favola che gli veniva servita già completa e, per questo, difficilmente rimaneggiabile.

Aggravata da un doppiaggio italiano che sicuramente penalizza ulteriormente il risultato integrale dell’opera, La Bella e la Bestia di Condon si adagia sulla totalità creata da Trousdale e Wise per non aggiungere nessuna scintilla al racconto, ma addirittura rallentandolo nello scorrimento e nelle sue melodie da Premio Oscar, le quali risuonano tristemente svuotate della loro brillantezza e toccano il loro massimo, infelice apice della scadente nella performance senz’anima di Stia Con Noi.

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Nonostante le sue evidenti e gravissime pecche, si può godere – sopportando alcuni momenti di leggera noia – della visione del film senza applicargli determinate aspettative e apprezzandone quei pochi, ma centrati obiettivi che riesce ad offrire: le scenografie di Sarah Greenwood, il sottotesto da denuncia della ristrettezza del paesino contro l’apertura e la paura dello sconosciuto, la forza di una ragazza e della sua diversità e il divertente, ottimo Gaston interpretato dall’attore Luke Evans.

Un’operazione che saprà comunque portare acqua al mulino disneyniano, poiché farà sicuramente tornare a molti la voglia di vedere l’autentica fiaba del 1991.

★★

 

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