L’Amore Bugiardo – Gone Girl, il matrimonio secondo Fincher

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Gone Girl Regia: David Fincher Genere: thriller Cast: Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Carrie Coon, Kim Dickens, Patrick Fugit Durata: 149 minuti Anno: 2014

Qui potete trovare la recensione del film di Fincher ad opera del nostro Giuseppe T. Chiaramonte.

gone-girl-poster-ben-affleck-404x600L’amore Bugiardo – Gone Girl, è la versione cinematografica del bestseller della scrittrice americana Gillian Flynn. Il film, diretto da David Fincher (qui lo speciale), è un furtivo risultato di stile. Tutto ciò che il libro era, ora lo è di più. Nella sua sinistra atmosfera salmastra dominata dal giallo senape, il tutto è progettato per rendere lo spettatore strabico, disorientarlo senza offrirgli una via d’uscita.

Gone Girl comincia quando Amy (Rosamund Pike) scompare un giorno dalla sua maestosa casa di Nord Carthage, Missouri. Se Alfred Hitchcock fosse vivo oggi, avrebbe sicuramente voluto dirigerlo e, difatti, Fincher si propone come suo unico successore. Prende un avvincente romanzo e ne fa un film altrettanto accattivante, cosa non da poco. Il regista, in effetti, ha molta esperienza con il processo di adattamento, dopo aver diretto la versione americana di Uomini che odiano le donne (2011) e portato al cinema il capolavoro di Palahniuk, Fight Club (1999). Sa come fare un thriller psicologico e inquietante (Se7en, 1995) e un detective movie (Zodiac, 2007).

La sceneggiatura di Flynn ha la giusta quantità di dettagli intricati, con piccole aggiunte che migliorano anche sul materiale originale. Ha un forte senso di ciò che funziona sulla pagina, ma potrebbe non emergere cinematograficamente. Per questo l’autrice ha razionalizzato, ma non materialmente alterato la storia, conservando a pieno la sua duplice struttura, mischiando tempo ed elaborati colpi di scena. Così il film si trasforma in una torta a strati che viene di continuo offerta, fetta dopo fetta, allo spettatore, donando diverse prospettive sugli stessi eventi. Unisce voci fuori campo a flashback, nonché uno stile Law & Order con uno da soap-opera. In qualche modo Fincher impone coerenza e chiarezza su una trama complessa e apparentemente  disordinata.GONE GIRL, from left: Ben Affleck, Rosamund Pike, 2014. ph: Merrick Morton/TM & copyright ©20th

Spesso, nei film di Fincher, e soprattutto in questo, gli attori sono collocati contro una finestra o in ombra, circondati da fonti di luci artificiali a basso voltaggio. E’ tutto intenzionale. Fincher e il direttore della fotografia Jeff Cronenweth, riprendono in digitale, si rivolgono al marciume morale attraverso mezzi diretti in modo che le coscienze siano colpevoli e l’ordine del giorno, nascosto dai personaggi, venga palesemente manifestato.

Fincher utilizza tecniche da film noir: illuminazione chiaroscura, un’intensa atmosfera musicale di Trent Reznor e Atticus Ross e combina elementi che si potrebbero trovare in una soap. Un film che sembra inizialmente molto dark, assume un tono sempre più comico in quanto mostra come la ricerca di Amy sia in realtà una specie di gioco, sia per le motivazioni del protagonista Nick Dunne (Ben Affleck), sia per la spietata caccia alla notizia da parte dei media, molto più determinati della polizia.gone_a

Come Cary Grant ne Il sospetto (1941) o Laurence Olivier in Rebecca – La prima moglie (1940), Nick Dunne è un uomo affascinante che può avere un lato oscuro. I tocchi ”hitchcockiani” sono combinati con svolazzi selvaggi e melodrammatici e alcuni molto divertenti, o addirittura satirici, come l’ossessione pruriginosa dei media americani verso il sesso, il matrimonio, la morte e la celebrità.

Affleck e la Pike sono una coppia eccezionale (o il contrario). Il Nick di Affleck arriva ad essere simpatico, quasi fa tenerezza vedere uno scrittore muoversi nell’entroterra americano come uno della middle class. Rosamund Pike è bella, attraente, spiazzante, l’interpretazione che non ti aspetti, nomination ai Golden Globes meritata.

Gone Girl è anche e soprattutto un’eccellente thriller, quello che si manifesta a mezz’ora dal traguardo finale. Non è solo un trionfo di storia, ma di strategia; un film che mantiene il pubblico incapace di raggiungere la meta, conducendolo verso direzioni sbagliate. Il tappeto viene tirato con forza da sotto i nostri piedi, mentre Fincher offre costantemente qualcosa di migliore, di più pazzo e di più inquietante.

★★★★½

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Michele Giacci

Michele Giacci

Michele Giacci nasce a Napoli il 31 maggio 1987, l'anno di Full Metal Jacket, Il cielo sopra Berlino, Gli Intoccabili, Wall Street e del primo scudetto del Napoli di Maradona. Cresce coi western alla tv e coi film di Spielberg al cinema, insieme ai romanzi di formazione del ventesimo secolo e all'amore incondizionato verso l'isola d'Irlanda.

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