Riscopriamo Gabriele Salvatores

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Ngabriele salvatoresato a Napoli il 30 luglio 1950, si trasferisce successivamente a Milano dove fonda, nel 1972, il Teatro dell’Elfo, dirigendone alcuni spettacoli. Il debutto dietro la macchina da presa avviene nel 1983 con Sogno di una notte di mezza estate, trasposizione della celeberrima commedia shakespiriana. Nel 1989 abbandona il teatro definitivamente: in quell’anno esce nelle sale il film Marrakech Express con Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio, che ritroveremo anche l’anno successivo in  Turné.
Ma la svolta arriva nel 1991. Esce al cinema Mediterraneo, pellicola girata nell’isola di Kastellorizo, in Grecia, che racconta le vicende di otto soldati dell’Esercito Italiano mandati, nel 1941, a presidiare un’isola greca del Mar Egeo, in cui rimangono fino al 1943. Nel cast troviamo ancora una volta Diego Abatantuono, affiancato da Claudio Bigagli, Giuseppe Caderna, Claudio Bisio, Ugo Conti, Gigio Alberti e Antonio Catania. Così, dopo due anni dalla statuetta di Giuseppe Tornatore per Nuovo Cinema Paradiso, anche Mediterraneo porta a casa il premio Oscar come miglior film straniero nel 1992, consacrando il regista a livello internazionale.

gabriele salvatores

A Mediterraneo seguono Puerto Escondido, nel 1992, e Sud, nel 1993. Quattro anni dopo, Salvatores ritorna esplorando un genere per lui completamente nuovo: Nirvana è, infatti, un film di fantascienza co-prodotto con la Francia, in cui figurano Christopher Lambert, Sergio Rubini, Stefania Rocca, Amanda Sandrelli, Emmanuelle Seigner e, ancora una volta, Diego Abatantuono. Dirige di nuovo Sergio Rubini in Denti, con il quale inaugura il nuovo millennio, e che, nel 2002, ritroviamo al fianco dell’ormai fedelissimo Abatantuono in Amnèsia, commedia ambientata ad Ibiza.

L’anno successivo il regista napoletano porta sul grande schermo Io non ho paura, trasposizione dell’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, per il quale vince il Nastro d’Argento. Nel 2005 esce il drammatico Quo vadis, baby?, mentre tre anni più tardi Salvatores lavora ancora su un romanzo di Ammaniti, curando la regia di Come Dio Comanda, turbolenta storia di un padre e un figlio e della difficile situazione che li circonda e, indissolubilmente, li lega. Nel cast troviamo Filippo Timi, Elio Germano, Fabio De Luigi, Angelica Leo e Alvaro Caleca.
L’atmosfera si alleggerisce nel 2010 con Happy Family, pellicola ispirata all’omonima pièce teatrale di Alessandro Genovesi, con protagonisti Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio e Margherita Buy. E’ del 2013, invece, Educazione siberiana, tratto dal romanzo dello scrittore russo Nicolai Lilin: interpretato da John Malkovich, dai lituani Arnas Fedaravicius e Vilius Tumalavicius, dallo svedese Peter Stormare e dall’attrice inglese Eleanor Tomlinson, il film raccontala storia di un gruppo di ragazzi e del loro passaggio dall’infanzia all’adolescenza, all’interno della loro comunità, scandita dalle regole della particolare “educazione siberiana”.

gabriele salvatores

I progetti di questo quasi concluso 2014 sono, invece, due.
Il primo è Italy in A Day, docu-film girato grazie alla collaborazione di quasi 45mila italiani, i quali raccontano, attraverso un filmato amatoriale, la giornata del 26 ottobre 2013. L’esperimento, di cui Salvatores si è ritenuto molto soddisfatto, è l’espressione di “un’Italia sofferente, ferita, ma con grande dignità e che non ha perduto il senso di comunità”.
Esso trae ispirazione dal progetto di Ridley Scott Life in a Day e proprio dallo stesso regista britannico è stato co-prodotto. Presentata Fuori Concorso il 2 settembre alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, la pellicola è stata proiettata nelle sale esclusivamente il 23 Settembre, per poi essere trasmessa nella prima serata di Rai 3, il 27 dello stesso mese e riproposta il 17 dicembre su Rai Movie, in occasione di una giornata speciale dedicata al regista napoletano premio Oscar per l’uscita del suo ultimo lavoro: Il Ragazzo Invisibile.
Arriva oggi nelle nostre sale questo film che Salvatores definisce “una sfida”, poichè si affaccia su una direzione già esplorata in precedenza con Nirvana, quella fantascientifica, proposta sotto una nuova luce: il protagonista è il tredicenne Michele  –Ludovico Girardello– accompagnato da Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Noa Zatta, Christo Jivkov e Ksenia Rapport.
La colonna sonora, con le musiche di Ezio Bosso e Federico de’ Robertis, vede anche la partecipazione di tre artisti emergenti vincitori di un concorso indetto dal regista stesso.
Il potere dell’invisibilità si collega alla situazione vissuta dal giovane Michele, dai problemi familiari a quelli relativi alla sua età, e si manifesta per la prima volta  dopo un temporale, ma Salvatores cerca di scavare sotto la tuta da supereroe:
Il mio poi è un film per tutti, grandi e piccini” afferma il regista “e spero che ciascuno di loro possa trovarci qualcosa, tanto divertimento ma anche qualche spunto di riflessione.

gabriele salvatores

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1 Commento

  1. I thought your caearcthr summaries were spot on! I agree John is easily the most annoying caearcthr and I wish Katherine had killed him off. Elena does have all of these good qualities but she doesn’t stand out for me as a heroine, I’m kinda glad she’s getting to stretch her acting chops with playing Katherine more this season. Stefan is a better looking Edward Cullen. And Damon…*sigh* well he’s the real reason I tune into this show. I could watch him (or write about him) all day long!

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