It Follows, la paura lenta e inesorabile

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Genere: Horror – Regia: David Robert Mitchell – Cast: Maika Monroe, Keir Gilchrist, Lili Sepe, Olivia Luccardi, Daniel Zovatto, Jake Weary – Durata: 100 min – Anno: 2014

itFollows_PosteritaNelle scuola di cinema si dice che dalla prima inquadratura di un film si può capirne l’intero intento.
Nella prima lunga inquadratura di It Follows Annie, una giovane ragazza, esce di casa spaventata, sta scappando da qualcosa o qualcuno. La macchina da presa la segue prima con un carrello, poi con una panoramica. Continuiamo a vedere il suo sguardo spaventato, finché la ragazza non riprende a correre con un percorso circolare. La mdp la segue con una panoramica a 360°, Annie rientra in casa mentre il padre le chiede che sta succedendo ed entra in casa anche lui. Poco dopo la ragazza esce di nuovo, corre verso l’auto e parte a gran velocità lungo una strada alberata. È passato circa un minuto dall’inizio del film, ma il regista ci ha fatti entrare completamente nel mood.
La lunga inquadratura non solo crea tensione grazie alla mancata comprensibilità di quello che sta realmente accadendo, ma ci rivela che quello da cui Annie sta scappando può essere dappertutto e non c’è via di scampo.

It Follows è già con questi elementi un film horror atipico rispetto alla produzione horror degli ultimi anni. Lontano da situazioni che creano uno spavento facile e costruito a tavolino con sorpresa e musica che si alza all’improvviso, il film di David Robert Mitchell crea invece una costante, lenta e inesorabile tensione che non abbandona mai lo spettatore e i suoi protagonisti.

La “maledizione” che colpisce Jay dopo un rapporto sessuale è solo un espediente all’interno di un prodotto di genere per parlare d’altro. Per questo It Follows rientra perfettamente nella categoria dei film d’autore ed è interessante vedere come utilizzi uno dei cliché dei film horror (la punizione tramite la morte per aver fatto sesso) come motore portante della vicenda, ma anche come causa e cura dello stesso male, perché la “maledizione” la si contrae e la si passa alla prossima vittima tramite lo stesso mezzo. Allo stesso tempo, il tema del sesso diventa pericoloso perché rischia di diventare il punto su cui focalizzare l’attenzione, oppure si rischia di non capire di cosa il film parli.
uscite_al_cinema_it-followsPerché It Follows non parla della pericolosità delle malattie sessualmente trasmissibili, ma di una generazione di adolescenti americani abbandonata a sé stessa e alle proprie paure, soprattutto quella di diventare adulti senza però ricevere alcun aiuto. Ed ecco che la presenza/assenza del padre di Annie nella prima inquadratura diventa una potente chiave di lettura dell’intero film. Dov’è finito quando la ragazza esce di nuovo di casa? Perché nessun genitore, professore, dipendente scolastico è mai presente o visibile solo come corpo monco per tutto il resto del film?
I giovani di It Follows sono soli e i loro incubi e paure li inseguono con un lento e ansiogeno passo. Questi sì, hanno, a volte, le sembianze di adulti.

David Robert Mitchell firma così un secondo lungometraggio potente e coraggioso attraverso una regia che si allontana dagli stereotipi dell’horror contemporaneo. Anzi, i colori, i tipi di ripresa e soprattutto le musiche elettroniche (curate da Disasterpeace) sembrano affondare le mani proprio nella tradizione horror degli anni ’70 e ’80.
Il regista americano consegna così il suo incubo allo spettatore e lo contamina con la sua spaventosa visione.

★★★★

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Giuseppe T. Chiaramonte

Giuseppe T. Chiaramonte

Nato a Catanzaro nel 1988, vive nella provincia di Milano da sempre. Appassionato di cinema fin da piccolo capisce che vuole farne la sua vita quando vede La compagnia dell'anello. Nonostante l'imprinting col genere blockbuster, che rimane nel cuore, la conoscenza del cinema d'autore arriva qualche anno dopo grazie agli studi e ora tra i suoi registi preferiti si contano nomi come Billy Wilder, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Martin Scorsese, David Fincher e Christopher Nolan. Ma siccome nella vita è un montatore video, la vera fonte di ispirazione arriva dalla leggendaria Thelma Shoonmaker, dal maestro Walter Murch e Kirk Baxter.

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