Pusher – L’inizio, c’è del marcio in Danimarca

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Pusher – L’inizio (Pusher)

Genere: Azione. Regia: Nicolas Winding Refn. Cast: Kim Bodnia, Zlatko Buric, Mads Mikkelsen, Peter Andersson, Laura Drasbæk. Durata: 105 min. Anno: 1996.

PusherFrank (Kim Bodnia) è un piccolo spacciatore di Copenaghen, che passa le sue giornate a bighellonare con l’amico Tonny (Mads Mikkelsen). Un giorno ha l’occasione di fare un grande affare, perciò chiede al trafficante serbo Milo (Zlatko Buric) di vendergli una partita di droga che pagherà una volta conclusa la vendita. Beccato dalla polizia durante lo scambio, Frank è costretto a buttare via la droga, non sapendo quindi come ripagare Milo che spazientito aumenta il suo debito da 180.000 a 230.000 corone (circa 30.000 euro).

Pusher – L’inizio è il primo film di una trilogia che prosegue con Pusher II – Sangue sulle mie mani (Pusher II, 2004) e Pusher 3 – L’angelo della morte (I am the angel of death: Pusher III, 2005). In quello che è il suo film d’esordio, Nicolas Winding Refn non filtra nulla. Non filtra la violenza, non filtra i discorsi volgari dei protagonisti, non filtra nemmeno il razzismo ammesso candidamente da Tonny. Ed è giusto che sia così. Se si vuole rappresentare l’ambiente della malavita dei bassifondi non si possono abbellire situazioni brutali che nella realtà sono all’ordine del giorno. Non ci sono personaggi positivi in questa storia, non si crea un’empatia con loro, ma nonostante ciò le vicende dei protagonisti catturano l’attenzione dello spettatore, anche grazie al montaggio di Anne Østerud.

La macchina da presa a mano, in costante movimento, indaga i volti dei protagonisti e gli ambienti quasi come se si trattasse di un documentario, ma più che l’influenza del Dogma95, qui si comincia già ad intuire lo stile del regista che riesce abilmente a miscelare il realismo ad un’estetica priva di fronzoli.

Un elemento presente in molti suoi film è la tenerezza che sbuca a tratti in mezzo alla violenza, come un fiore che sbuca dalla terra gelida in mezzo alla neve, in questo caso impersonata dall’amica tossicodipendente di Frank, che fa la prostituta, ma sogna un futuro migliore lontano da Copenaghen e rappresenta quella parte ormai perduta di Frank: lui anche quando le fa un regalo, reagisce poi con rabbia ai troppi melensi ringraziamenti di lei, come se la dimostrazione di un briciolo di umanità lo facesse sentire vulnerabile.

PusherIl film è stato girato in ordine cronologico, per permettere agli attori di immedesimarsi meglio nel proprio ruolo e nonostante molti di loro siano praticamente esordienti (Zlatko Buric è al suo primo film; Mads Mikkelsen, dopo la carriera iniziale tra danza e teatro, aveva partecipato finora solo ai cortometraggi Blomsterfangen (1996) di Jens Arentzen e Café Hector (1996) di Lotte Svendsen) hanno saputo dare un’interpretazione assolutamente convincente.

Pusher – L’inizio ha vinto un Bodil Award nel 1997 per il Miglior attore non protagonista a Zlatko Buric. Sebbene il film sia uscito all’epoca solo in pochi paesi, negli ultimi anni la trilogia è diventata un vero e proprio cult. In Italia Pusher – L’inizio ha esordito direttamente in televisione nel 2004 e in DVD nel 2007. Nel 2012 ne è stato realizzato un remake omonimo diretto da Luis Prieto.

★★★

Per ulteriori informazioni e foto visitate la fan page Mads Mikkelsen Italia.

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Virgilia Bertolotto

Virgilia Bertolotto

Nasce a Torino nel 1987. Appassionata da sempre di cinema e, in particolare, di cinema d’animazione, nel 2011 consegue la laurea magistrale in Discipline cinematografiche - Storia, teoria e patrimonio. Nel luglio 2014 Vincenzo Grasso Editore pubblica il suo saggio "Dal pixel alla Pixar". Nel tempo libero gestisce tre fanpage su Facebook (Mads Mikkelsen Italia, William Holden Tribute e Jack Huston Italia) e si diletta nel montaggio di filmati. Gli altri suoi interessi sono la lettura, la fotografia e l’arte.

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