Julieta, ovvero “del complesso di colpa e dell’abbandono”

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(id.) Genere: Drammatico Regia: Pedro Almodóvar Cast: Adriana Ugarte, Inma Cuesta, Emma Suárez, Darío Grandinetti, Rossy De Palma, Susi Sánchez, Daniel Grao, Michelle Jenner, Nathalie Poza, Pilar Castro, Joaquín Notario, Blanca Paré Durata: 96 min. Anno: 2016

julieta-poster-italianoJulieta è in partenza per il Portogallo con il suo compagno Lorenzo. Casualmente, poco prima di lasciare la Spagna, incontra per le strade di Madrid Beatriz, una vecchia amica d’infanzia di sua figlia Antia, che non vede da dodici anni. Beatriz le racconta di un loro recente incontro sul lago di Como. Dopo tanto tempo Julieta torna ad avere notizie di sua figlia e questo scossone la fa ripiombare in uno stato depressivo, mettendo così da parte il proposito di andare via con Lorenzo. Julieta decide di restare a Madrid e inizia a scrivere una lettera/confessione a sua figlia Antia, cercando di spiegarle tutto ciò che le ha tenuto nascosto negli ultimi trent’anni.

Dopo la non proprio indimenticabile commedia Gli amanti passeggeri, Pedro Almodóvar torna al dramma con Julieta, pellicola presentata in Concorso allo scorso Festival di Cannes e approdata, qualche settimana dopo, nelle sale italiane. Il regista spagnolo torna ad analizzare un tema che conosce molto bene e che ha affrontato in quasi tutte le sue opere: l’universo femminile. E lo fa con una grazia e un profondità mirabile, degna delle sue opere migliori. Julieta è il racconto intimista e sconvolgente di una donna attanagliata dal senso di colpa, lacerata dai rimorsi, incapace di superare alcuni momenti chiave che hanno segnato inesorabilmente la sua vita, fra cui la fuga di sua figlia Antia, che, dall’oggi al domani, non ha dato più notizie di sé. Julieta è il racconto di un abbandono apparentemente inspiegabile e di un’indagine su un mistero insondabile, quello che ci fa allontanare da coloro che amiamo, tagliandoli fuori dalla nostra vita come se non avessero mai significato nulla per noi. Un abbandono nella quotidianità, senza presagi o segnali di allarme, e quindi per questo motivo ancora più doloroso e straziante. Julieta non vede sua figlia da dodici anni, è appena uscita da un periodo bruttissimo fatto di tristezza e senso di colpa. Ma il passato non esita a ritornare, e l’incontro con un’amica della figlia fa riaffiorare tutto quello che la madre aveva tentato (invano?) di lasciarsi alle spalle. E allora a Julieta non resta che riversare in una lettera struggente indirizzata alla figlia Antia, che assume i connotati di un liberatorio flusso di coscienza, tutto il suo dolore e i non detti che l’hanno tormentata per anni. Attraverso i ricordi, che mano a mano prendono forma tramite flashback che hanno come protagonista la giovane Julieta, Almodóvar indaga il tragico rapporto tra una madre e una figlia, un rapporto difficile dove Julieta non è stata, per vari motivi, la figura materna di cui Antia avrebbe avuto bisogno. Julieta, che assume le sembianze della splendida Adriana Ugarte nel periodo della giovinezza e poi di Emma Suárez, entra a degno titolo nella galleria delle donne del grande regista spagnolo: fragili, tormentate, istintive, passionali.

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Pedro Almodóvar è un cineasta unico: dai suoi bizzarri film giovanili che mischiavano humor grottesco e feroce analisi della società, alle sue opere più mature e dolorose, passando per qualche raro colpo a vuoto, fino ad arrivare a Julieta, ovvero l’ennesima riprova dell’immensa grandezza di uno dei più grandi registi di sempre.

★★★★

 

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Nicolò Barison

Nicolò Barison

Nicolò Barison nasce a Fossano (CN), classe 1985. Grande appassionato di cinema, è redattore del sito di informazione cinematografica CineCaverna e collabora con la rivista di poesia, arte e letteratura on-line Poetarum Silva (www.poetarumsilva.com).

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