The Crow – Shreds of Memories, il fan film tutto italiano de “Il Corvo”

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The Crow – Shreds of Memories Genere: Drammatico, Azione, Thriller Regia: Pietro Cinieri Cast: Daniele Cervellera, Vito Napolitano, Miriam Maggio, Sarah Genga, Gianni Navolio, Mirko D’Antona, Angelo Boccuni, Patrizio Panariti, Emiliano Perrone, Luciana Valzano, Veronica Lacaita Durata: 66 min. Anno: 2015

The-CrowDopo il cruento omicidio della moglie Shelly, Eric Crowen decide di farsi giustizia da solo e farla pagare ai suoi violenti assassini.

Il Corvo (1994) ha ereditato l’etichetta di film cult sia perché rappresenta l’archetipo cinematografico della genealogia della vendetta sia per l’indimenticata tragedia di Brandon Lee consumatasi sul set. Proprio per suddetti motivi, i sequel, i remake e i fan movie si sono sprecati nel corso degli ultimi vent’anni, e si sa, quando si cerca di emulare o solo arricchire un prodotto così equilibrato nel suo disordine, dove ogni ingrediente narrativo è ben miscelato con il comparto tecnico, i risultati non possono che essere di dubbio livello. Ma questo non ha frenato la passione dell’emergente regista Pietro Cinieri, un fondamentalista della pellicola e della graphic novel originale, che ha colto il guanto di sfida cercando di consegnare un prodotto valido a budget praticamente zero. “The Crown – Shreds of Memories” è, infatti, un fan movie interamente italiano che ripercorre la spirale vendicativa della ormai icona pop Eric Drave (Crowen nel film) e della sua crescente sete di sangue scaturita dal cruento omicidio che ha coinvolto la moglie Shelly (Miriam Maggio).

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Il film riprende quasi integralmente la sceneggiatura originale di Alex Proyas, tagliando il superfluo (mossa funzionale per la durata ridotta della pellicola) e arricchendola di qualche interessante – seppur sporadica – digressione narrativa da cui traspare una personale interiorizzazione della storia da parte del regista. La storia gioca, come l’originale, sull’alternanza continua tra le scene di violenza del presente e i flashback del passato felice e nostalgico del celebre anti-eroe. Mi soffermerei particolarmente su quest’ultimo punto, perché a dispetto dell’originale, il regista sembra dare particolare peso al tema della memoria: il suo Eric Crowen (interpretato da un ottimo Daniele Cervellera) dimostra di non riuscire a ricordare lucidamente i suoi trascorsi dopo il trauma subito, e quando lo fa, prova un dolore a tratti insostenibile, cosa che farà vacillare la sua sanità mentale. La lente d’ingrandimento è dunque puntata sull’importanza dell’oblio, dato che esso può impedire un inutile e perpetuo ricordo che alimenta soltanto dissapori e violenze (come poi avverrà nel film).
L’altro tema enfatizzato, soprattutto negli scambi tra il poliziotto (un sufficiente Vito Napolitano) ed Eric, è il limite della legge: non sempre questa è infallibile, e quando ciò accade, è ammissibile farsi giustizia da soli? Il dilemma è meno comune di quanto si possa pensare, potrebbe essere allargato investendo i campi della filosofia e della morale. D’altronde, il giusto esiste come tale oppure è un’esclusiva – e per di più cangiante – interpretazione umana? Difatti l’unica giustizia conosciuta dal protagonista sembra quella del lex talionis, il principio universale consistente nella possibilità di arrecare un danno di eguale intensità una volta ricevuta l’offesa. Il classico “occhio per occhio, dente per dente”. Il codice di Hammurabi e anche il diritto romano si son basati per lungo tempo su questo antico principio che è stato via via abbandonato, a torto o ragione, nel mondo civile.

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Tornando all’aspetto tecnico – tenendo conto le ovvie difficoltà che incontra una qualsiasi produzione a basso budget – la regia è concreta e intensa, con inquadrature ben studiate (quelle finali sono volutamente poetiche) e un montaggio discreto anche se a tratti troppo frenetico. La colonna sonora energica ben sottolinea le atmosfere punk/gothic della pellicola che a sua volta è esaltata dalle scelte icastiche della fotografia che spaziano dal saturo contrastato, per le vicende che avvengono nel presente, ad un ipertrofico utilizzo del filtro breeze dei flashback.
Qualche pecca la individuiamo certamente nelle prove attoriali non tutte entusiasmanti, soprattutto quelle dei personaggi di contorno che non riescono a dare la giusta carica emotiva nelle situazioni estreme (di vita o di morte) in cui sono chiamati a raccontarsi. D’altra parte, il protagonista, risolleva gran parte dei dialoghi dando credibilità e sostanza ad una sceneggiatura lineare e precisa.

Insomma, nessuno dei remake o dei fanfilm che hanno ripercorso lo schema narrativo de “Il Corvo” sono riusciti a lasciare un ricordo indelebile; forse nemmeno The Crow – Shreds of memories ” lo farà, ma questo è un prodotto a budget zero, onesto ed essenziale, che vuole rendere omaggio ad una delle più affascinanti storie dark degli ultimi decenni, e al contempo, contaminarla con qualche personalismo registico davvero interessante. E in questo ci riesce in pieno.

★★½

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