Deadpool: cattivo, violento, dissacrante

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(id.) Genere: Fantastico, Supereroi Regia: Tim Miller Cast: Ryan Reynolds, Morena Baccarin, Gina Carano, T.J. Miller, Ed Skrein, Stefan Kapicic, Rachel Sheen, Brianna Hildebrand, Stan Lee, Taylor Hickson, Jed Rees, Leslie Uggams Durata: 108 min. Anno: 2016

deadpoolWade Wilson (Ryan Reynolds) è un mercenario con un passato da agente delle Forze Speciali a cui viene diagnosticato un cancro in fase terminale. Dopo alcune titubanze, decide di sottoporsi ad un innovativo esperimento in grado di guarirlo dalla malattia. Wilson riesce miracolosamente a guarire, ma non tutto va per il verso giusto: oltre ad ottenere poteri fuori dal comune rimane anche orribilmente sfigurato. Wilson, munito di tutina rossa, spade e pistole, adotta l’alterego di Deadpool con un solo obiettivo, quello di vendicarsi dell’uomo che ha quasi distrutto la sua vita.

Deadpool, ovvero il cinecomic che non ti aspetti. Sboccato, cinico e perennemente sopra le righe, il film di Tim Miller mette le cose in chiaro fin dai titoli di testa, con una serie di esilaranti didascalie che sostituiscono quelle classiche. Deadpool è un film su un eroe sui generis, con la bella gnocca di turno e diretto da un regista pagato troppo. Grande autoironia per un’operazione che, deliziosamente, non si prende mai sul serio e, seguendo la scia dell’irriverenza di Kick-Ass, riesce a dare nuova linfa vitale agli ormai inflazionatissimi cinecomics. Deadpool è un supereroe per caso, dotato di umorismo nero e comicità triviale che prende i taxi e usa un costume rosso perché così non si vedono le macchie di sangue. Vive con una nera cieca che ci prova con lui e parla sfacciatamente di sesso e masturbazione. Come aveva fatto il Babbo Bastardo di Billy Bob Thornton con il mito del Natale, Deadpool corrode con una costante presa in giro il filone supereroistico, rischiando di strabordare persino, ma, in fondo, tutto tiene abbastanza bene per quasi due ore. La Marvel, ossessionata dalla continuity del suo universo, mette in mezzo gli X-Men, inserendo il personaggio di Colosso (con uno spassoso accento russo), facendoci capire che, sebbene Deadpool sia una pellicola per adulti, il marketing è pur sempre marketing. Ryan Reynolds (smessi i non di certo fortunati panni di Lanterna Verde) sfodera una delle sue migliori interpretazioni con il suo antieroe cattivo e scorretto, dai modi di fare discutibili, che sprizza simpatia da tutti i pori. Deadpool è un mix irresistibile di azione, violenza, frasi rivolte direttamente allo spettatore, flashback e, strano ma vero in un film del genere, amore. Già, quello che lega Deadpool alla sua amata da riconquistare, ma tutto è maledettamente difficile quando hai un volto maciullato che sembra quello di Freddy Krueger.

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Deadpool è un divertissement dissacrante che gioca e sbeffeggia incessantemente l’immaginario dei cinecomics, regalandoci un supereroe finalmente interessante. Chi scrive non è propriamente un fan di Avangers e soci, ma Deadpool si distacca completamente da queste pellicole fatte in fotocopia: Deadpool ha un’anima.

★★★½

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Nicolò Barison

Nicolò Barison

Nicolò Barison nasce a Fossano (CN), classe 1985. Grande appassionato di cinema, è redattore del sito di informazione cinematografica CineCaverna e collabora con la rivista di poesia, arte e letteratura on-line Poetarum Silva (www.poetarumsilva.com).

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