The Aviator, il mezzo del futuro… il mezzo del futuro…

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id. Genere: Biografico, drammatico Regia: Martin Scorsese Cast: Leonardo DiCaprio, Cate Blanchett, Gwen Stefani, Kate Beckinsale, John C. Reilly, Alec Baldwin, Alan Alda, Ian Holm, Danny Huston, Jude Law, Adam Scott Anno: 2004 Durata: 170 min

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Nel 2004 Charlie Kaufman scriveva l’intricata sceneggiatura di Eternal sunshine of the spotless mind, Mike Nichols metteva in scena gli amori e i tradimenti con Closer, Michael Mann tornava ai toni cupi di Heat – la sfida con Collateral, Clint Eastwood vinceva l’Oscar per Million Dollar Baby e Martin Scorsese realizzava quello che ad oggi è uno dei film più sottovalutati della sua filmografia e in generale degli ultimi cinquant’anni di cinema americano: The Aviator.

Sono passati dieci anni dall’incredibile produzione, messa in moto tra gli altri dal sopra citato Michael Mann, che vedeva il regista newyorkese impegnato, due anni dopo Gangs of New York, ancora una volta con Leonardo DiCaprio nella trasposizione cinematografica della vita del magnate dell’aviazione Howard Hughes. Il film spazia il ventennio durante il quale Hughes divenne un potente aviatore e produttore cinematografico di successo in grado di cambiare, con le sue mastodontiche produzioni, il modo di fare cinema nonostante alcuni incidenti e i continui disturbi ossessivi-compulsivi che ne hanno minato per sempre la vita sociale.

Martin Scorsese sembra quasi immergersi nel pensiero megalomane di Howard Hughes e concepisce (a detta di pochi) un film epocale. The Aviator riflette in pieno Hughes e mai un biopic è arrivato a sfiorare così da vicino il personaggio di cui ne racconta le vicende. Molti si sono trovati spiazzati dal glamour di una pellicola tinta di belle donne, aeroplani e mega produzioni, trattando con superficialità l’opera di Scorsese che non ha nulla da invidiare alle sue precedenti. Howard Hughes è un predatore senza scrupoli, un padrino dei cieli che fa a cazzotti con tutti pur di raggiungere i suoi obiettivi. E’ un personaggio scorsesiano già in partenza e il regista lo addobba con tecnica e stile ai limiti del meticoloso.aviator5

Scorsese fa uso di una cifra stilistica a sostanziare la propria lettura del personaggio. Colloca in maniera strategica un uomo che pretendeva di essere la star e usufruisce di un pertinente omaggio al cinema dei tempi che furono esplorando, come sempre ci ha abituati con la macchina da presa, i progenitori del cinema americano. Opera impegnata, diventa caleidoscopio di immagini, come nella cavalcata cromatica che percorre intensamente gran parte della pellicola, dal bianco e nero macchiato di colori qua e là della prima parte all’incontenibile technicolor sgranato della seconda che proietta lo spettatore direttamente nei film di Hughes, e prosegue prendendo in prestito procedimenti ottici e illumino-tecnici del cinema di Orson Welles. Quest’ultimo aveva ideato Charles Foster Kane ispirandosi proprio alle vicende di Howard Hughes.

A distanza di un decennio The Aviator si conserva ancora come appena uscito dalla sala montaggio. La fotografia di Robert Richardson, il montaggio armonico di Thelma Schoonmaker, i creativi costumi di Sandy Powell, e le sontuose scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, unite all’evocazione più che a una rappresentazione della vita di Hughes da parte di Scorsese, contribuiscono a rendere il film uno spettacolo unico nel suo genere. Basti prendere ad esempio le spettacolari sequenze aeree durante le riprese di Angeli dall’inferno e in particolare quella del terribile incidente di Hughes sui tetti di Beverly Hills. La scrittura rimane sempre molto ritmata e ben gestita, soprattutto in quella ricerca della ricostruzione che offre uno splendido calco. La musica è una colonna sonora senza stacchi che si fonde con eleganza al resto dei suoni.maxresdefault

Altra forza centrale dell’opera è sicuramente il cast, capitanato da Leonardo DiCaprio che si fa gigante nei momenti più imbarazzanti della vita del magnate texano e cioè negli estatici tormenti dei suoi disturbi. Bellissima e sempre perfetta Cate Blanchett che interpreta, anche senza somigliarle molto Katharine Hepburn. E poi qualche bel ritaglio di Ian Holm, Jude Law, Alec Baldwin e John C. Reilly.

Il film di Scorsese da sottovalutato potrebbe diventare patrimonio del cinema, quel cinema che lui non perde occasione di raccontare perché parla dell’America buia, la sua preferita, quella senza fronzoli ma piena di giganti della società marcia, intenti a spingersi verso ogni limite, cielo compreso.

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Michele Giacci

Michele Giacci

Michele Giacci nasce a Napoli il 31 maggio 1987, l'anno di Full Metal Jacket, Il cielo sopra Berlino, Gli Intoccabili, Wall Street e del primo scudetto del Napoli di Maradona. Cresce coi western alla tv e coi film di Spielberg al cinema, insieme ai romanzi di formazione del ventesimo secolo e all'amore incondizionato verso l'isola d'Irlanda.

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