La Corrispondenza, l’amore ai tempi di Skype

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id. – Genere: drammatico – Regia: Giuseppe Tornatore – Cast: Olga Kurylenko, Jeremy Irons, Simon Anthony Johns, James Warren, Shauna Macdonald – Durata: 116 minuti – Anno 2016

lacorrispondenza_posteritaUna giovane stuntwoman, Amy Ryan, ha una relazione con un importante professore universitario di astrofisica, Ed Phoerum. La relazione a distanza è tenuta insieme da videochat, messaggi video, mail e messaggini, ma un giorno avviene qualcosa di strano ed Amy dovrà affrontare i suoi fantasmi.
Questo l’incipit di La Corrispondenza, ultimo film di Giuseppe Tornatore con cast hollywoodiano. Il film scava a fondo del vissuto di una relazione a distanza portando quest’ultima all’estremo.
In un contesto presente e realistico dove la magia e la fantasia amorose fanno a volte capolino è la tecnologia a farla da padrone. È la tecnologia che accorcia le distanze e che rende possibile un rapporto altrimenti impossibile.

È evidente che nonostante sia presente una componente futuristica -ma nemmeno troppo considerando che la tecnologia è odierna- e di suspense, il film schiaccia pesantemente il pedale del melodramma assestando su quel tono la vicenda, la recitazione degli attori, ma soprattutto i dialoghi o i monologhi dei personaggi. Sebbene l’idea di Tornatore sulla carta abbia un bel potenziale, è l’esecuzione che manca di mordente e si crea uno distacco tra i personaggi e lo spettatore soprattutto a causa delle battute che vengono messe in bocca ai primi. Lo scrittura risulta per certi versi obsoleta con una serie di frasi a effetto e massime sull’amore o sulla solitudine che appesantiscono la visione del film.
Il regista italiano dice le cose piuttosto che mostrarle, indebolendo poco alla volta tutto il film e togliendo allo spettatore il suo ruolo attivo nel riflettere su alcune dinamiche. Se nei film americani la metafora viene urlata ai quattro venti, Tornatore non pensa nemmeno alla metafora e spiega direttamente il percorso dei suoi personaggi per bocca di altri personaggi.
foto-la-corrispondenza-15-lowLa Corrispondenza vuole comunque riflettere su una questione più importante, probabilmente un’ossessione di molti registi d’autore, cioè l’immortalità dell’individuo. Questa è forse la questione meno declamata in tutto il film -anche se in un punto viene proprio detto esplicitamente- ed è qui che lavora più finemente la scrittura. Il lavoro da stuntwoman «mi piace riaprire gli occhi alla fine di ogni morte» dice il personaggio di Amy, i messaggi di Ed che continuano ad arrivare, lo stesso argomento della tesi di laurea di Amy -nonostante l’esplosione e la morte di una stella ci è possibile continuare a vederla per via della distanza- fanno tutti parte di un discorso più ampio e che vive infine nell’eco del film.

★★

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Giuseppe T. Chiaramonte

Giuseppe T. Chiaramonte

Nato a Catanzaro nel 1988, vive nella provincia di Milano da sempre. Appassionato di cinema fin da piccolo capisce che vuole farne la sua vita quando vede La compagnia dell'anello. Nonostante l'imprinting col genere blockbuster, che rimane nel cuore, la conoscenza del cinema d'autore arriva qualche anno dopo grazie agli studi e ora tra i suoi registi preferiti si contano nomi come Billy Wilder, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Martin Scorsese, David Fincher e Christopher Nolan. Ma siccome nella vita è un montatore video, la vera fonte di ispirazione arriva dalla leggendaria Thelma Shoonmaker, dal maestro Walter Murch e Kirk Baxter.

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