Addio Ettore Scola

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È morto all’età di 84 anni il regista Ettore Scola, uno dei grandi, uno dei maestri del cinema italiano. Nato a Trevico il 10 maggio del 1931, si trasferisce ben presto a Roma con la famiglia, dove inizia  a collaborare, poco più che adolescente, come vignettista nella redazione del Marc’Aurelio, giornale satirico su cui scriveva anche Federico Fellini. A vent’anni inizia a lavorare per il cinema come sceneggiatore, partecipando ad alcune pellicole che hanno fatto la storia come Un americano a Roma di Steno con Alberto Sordi, Il sorpasso e I mostri diretti da Dino Risi. Con Io la conoscevo bene (1965) di Antonio Pietrangeli vince il Nastro d’Argento per la migliore sceneggiatura. Dopo aver esordito come assistente alla regia ne Il carabiniere a cavallo di Carlo Lizzani, decide di dirigere lui stesso un film, ovvero Se permettete parliamo di donne (1964), pellicola ad episodi con Vittorio Gassman, dove nascerà un sodalizio che porterà l’attore a recitare in moltissime sue opere. Segue La congiuntura (1965), sempre con Gassman.

Sono però gli anni ’70 a consacrare Ettore Scola come regista di livello mondiale, quelli in cui sforna, uno dietro l’altro, capolavori indimenticabili quali Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca (1970), C’eravamo tanto amati (1974), Brutti Sporchi e cattivi (1976), Una giornata particolare (1977) e La terrazza (1979). Fra i suoi interpreti preferiti si annoverano i nomi di grandissimi attori quali Nino Manfredi, il già citato Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Massimo Troisi, mentre uno dei volti femminili più utilizzati è quello di Stefania Sandrelli. Negli anni ’80 e ’90 seguono periodi un po’ più altalenanti, ma sono da citare sicuramente tre pellicole: La famiglia (1987), Che ora è (1989) e Splendor (1989), questi ultimi due interpretati dal compianto Massimo Troisi, attore del quale Scola si serve spesso tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Negli anni 2000 dirige Concorrenza sleale (2000) con Sergio Castellitto e Diego Abatantuono, e due documentari, Gente di Roma (2003) e Che strano chiamarsi Federico – Scola Racconta Fellini (2013), che rimane la sua ultima opera.

Sublime cantore dell’Italia e delle sue eterne contraddizioni, Ettore Scola è stato capace di regalare personaggi indimenticabili, malinconici, disadattati, scorretti, amari, ma anche delicati e romantici, in ogni caso sempre ben delineati e spontanei, ai quali non è possibile non affezionarsi. A noi di CineCaverna piace ricordarlo così, con questo splendido fotogramma tratto, forse, dal suo film più bello: C’eravamo tanto amati.

amati

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Nicolò Barison

Nicolò Barison

Nicolò Barison nasce a Fossano (CN), classe 1985. Grande appassionato di cinema, è redattore del sito di informazione cinematografica CineCaverna e collabora con la rivista di poesia, arte e letteratura on-line Poetarum Silva (www.poetarumsilva.com).

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