Creed – Nato per combattere, un nuovo Rocky, un nuovo Stallone

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Creed – Nato per combattere (Creed) Genere: Drammatico, sportivo Regia: Ryan Coogler Cast: Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson, Phylicia Rashad Durata: 133 min Anno: 2015

locandinapg1Rocky Balboa è tornato per allenare Adonis Creed, un nuovo sfidante, un nuovo eroe – un nuovo Rocky – con la pesantissima eredità del padre Apollo, avversario storico del pugile italo-americano.

Semplice, come non potrebbe essere altrimenti, la trama del nuovo film incentrato sul mondo del pugilato e che si presenta come il primo di una saga. Incaricato di dirigere questo spin-off dal sapore tremendamente nostalgico, Ryan Coogler, che tanto avevamo apprezzato nel suo primo lavoro Fruitvale Station, ritorna a lavorare proprio con la giovane promessa di Hollywood Michael B. Jordan, consegnandogli un ruolo chiave per la carriera. Così come J. J. Abrams per Star Wars, Coogler dona nuova linfa alla saga, gioca con i ricordi e ci presenta un nuovo personaggio.

Adonis ha bisogno di un allenatore, che sia anche qualcosa di più, dato che per anni ha vissuto solamente nel mito del padre, il leggendario Apollo Creed morto sul ring prima ancora che lui nascesse. Il sangue è nobile ma i muscoli vanno trattati. Non bastano i video di vecchi incontri pescati su internet a fare da tutorial e così, la scena, dalla sfarzosa Los Angeles si sposta nella fredda Philadelphia del proletariato, patria del pugile più famoso della storia. Lo ritroviamo lì, dove lo avevamo lasciato, a gestire un ristorante che trabocca di foto ricordo e dove ci sarebbe spazio per altri memorabili scatti. Nel primo film della saga che il nostro Sly non ha scritto né diretto ci accorgiamo subito di quanto questo vecchio ma nuovo Rocky Balboa sia totalmente privo di vanità. E’ una delle sue migliori prestazioni, se non la sua migliore, quella che non solo sembra essergli cucita addosso, ma che viene fuori dall’anima per poter dire addio a nefandezze commerciali sature di smorfie e volgarità.

La crescita professionale del ragazzo non sembra mai essere la preoccupazione dominante del film che invece vira verso problemi più seri, che cercano di fuggire da un’ombra senza un’apparente fine. La necessità da parte di Rocky di un nuovo legame è forte, ma c’è ancora il peso schiacciante di coloro che ha perso, Apollo è proprio uno di questi. Con la sua genuinità Jordan riesce a reggere il film nel ruolo del protagonista. Grazie a questo Rocky si rivitalizzata alla presenza del ragazzo, sembra sconfiggere qualcos’altro oltre ai ricordi, Stallone riprende la nobiltà di Rocky e il senso del pudore, ma poi arriva l’avversario più temibile di tutti, quello che non indossa i guantoni ma ti mette ugualmente alle corde. Una carriera in azione ha spesso oscurato il fatto che Sly può recitare, e qui commuove, sferrando un pugno che nessuno pensava potesse partire dalla sua dura scorza.trailer-italiano-di-Creed-770x470

Coogler sembra essere passato in secondo piano, ma non è così. In Creed scopriamo che nulla è banale come sembri e difatti demolisce con un pesante K.O. il recente Southpaw, per restare in tema. C’è da godersi una regia originale per la saga, che non si perde nel pathos o nella rappresentazione dei muscoli. L’universo Rocky è ricco di materiale ma è quando Coogler lo fa combaciare col nuovo che il film si esalta. Due round in piano-sequenza portano lo spettatore sul ring restando comunque nei toni umili del resto della narrazione, fino alla fine della pellicola.

Il trailer perfetto del film è la recente consegna del Golden Globe come miglior attore non protagonista a Silvester Stallone. Dopo aver annunciato il suo nome parte il celebre tema musicale di Bill Conti, ”the Champ” si alza in piedi e con lui tutta la sala del Beverly Hilton Hotel a rendergli il giusto tributo. Sly sfila tra la folla come se stesse per raggiungere il ring, è più alto di tutti questa volta, dopo tanti anni, tante fatiche e senza nemmeno aver indossato i guantoni. Ce l’ha fatta.

★★★★

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Michele Giacci

Michele Giacci

Michele Giacci nasce a Napoli il 31 maggio 1987, l'anno di Full Metal Jacket, Il cielo sopra Berlino, Gli Intoccabili, Wall Street e del primo scudetto del Napoli di Maradona. Cresce coi western alla tv e coi film di Spielberg al cinema, insieme ai romanzi di formazione del ventesimo secolo e all'amore incondizionato verso l'isola d'Irlanda.

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