Frankenweenie, Tim Burton omaggia il vecchio cinema horror

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Frankenweenie (id.)

Genere: Commedia, Fantascienza. Regia: Tim Burton. Cast: Charlie Tahan, Winona Ryder, Catherine O’Hara, Martin Short, Martin Landau, Atticus Shaffer, Robert Capron, Conchata Ferrell, Christopher Lee, Michael Keaton (nella versione italiana Andrea Di Maggio, Veronica Puccio, Chiara Colizzi, Mauro Gravina, Omero Antonutti, Massimo Corvo, Arturo Valli, Alex Polidori, Gualtiero Cannarsi). Durata: 87 min. Anno: 2012.

Locandina FrankenweenieVictor è un ragazzino solitario molto fantasioso, che si diverte a realizzare filmini horror che hanno per protagonista il suo amato cane Sparky. Quando quest’ultimo muore, investito da un’auto, Victor, appassionato di scienza, decide di provare a ridargli la vita utilizzando l’energia elettrica dei fulmini, come una sorta di novello dottor Frankenstein. L’esperimento riesce, ma alcuni suoi compagni di classe lo scoprono e decidono di imitarlo con conseguenze disastrose.

Tim Burton parte dal cortometraggio omonimo realizzato nel 1984 quando ancora lavorava alla Disney, sorta di omaggio ai film ispirati dal libro Frankenstein (1818) di Mary Shelley, per rinnovarlo e ampliarlo, senza però tradirne lo spirito e mantenendo il bianco e nero, scelta molto coraggiosa per un film d’animazione. Il cambiamento più importante riguarda la tecnica, perché il cortometraggio è in live action, mentre questa nuova versione è stata realizzata in stop motion. Tim Burton si è già cimentato con questa tecnica ottenendo ottimi risultati, sia nelle vesti di regista, Vincent (id. 1982) e La sposa cadavere (Corpse Bride, 2005), sia come produttore, Nightmare Before Christmas (id. 1993) e James e la pesca gigante (James and the Giant Peach, 1996), entrambi diretti da Henry Selick.

Poetico, commovente, divertente: tante le emozioni che si susseguono durante la visione di questo gioiellino incantevole. Le musiche dell’immancabile Danny Elfman, compositore di quasi tutte le colonne sonore dei film di Tim Burton, sono il tappeto sonoro perfetto per l’avventura di un ragazzino che ricorda un po’ lo stesso regista da bambino e le citazioni al cinema di genere sono un gran tocco di classe, in particolare il maestro di scienze Rzykruski che ricorda Vincent Price e la pettinatura della barboncina dopo aver preso la scossa da Sparky, uguale a quella de La moglie di Frankenstein (Bride of Frankenstein, 1935) di James Whale.

Frankenweenie

Il titolo è un gioco di parole costituito da “Franken” (Frankenstein) e “weenie”, che in americano significa miserabile. Frankenweenie ha ottenuto la nomination come Miglior film d’animazione agli Academy Awards, ai Golden Globes e ai Bafta e ha vinto il Saturn Award, nella stessa categoria.

  ★★

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Virgilia Bertolotto

Virgilia Bertolotto

Nasce a Torino nel 1987. Appassionata da sempre di cinema e, in particolare, di cinema d’animazione, nel 2011 consegue la laurea magistrale in Discipline cinematografiche - Storia, teoria e patrimonio. Nel luglio 2014 Vincenzo Grasso Editore pubblica il suo saggio "Dal pixel alla Pixar". Nel tempo libero gestisce tre fanpage su Facebook (Mads Mikkelsen Italia, William Holden Tribute e Jack Huston Italia) e si diletta nel montaggio di filmati. Gli altri suoi interessi sono la lettura, la fotografia e l’arte.

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