Francofonia, l’amore per l’Arte e la sua memoria

Share Button

FrancofoniaGenere: drammatico – Regia: Aleksandr Sokurov – Cast: Louis-Do de Lencquesaing, Benjamin Utzerath,Vincent Nemeth, Johanna Korthals Altes, Aleksandr Sokurov – Durata: 98 minuti – Anno: 2015

«Chi sarei stato se non avessi visto gli occhi di coloro che vissero prima di me?»

francofonia posteritaC’è un tipo di Cinema che va oltre la normale concezione di messa in scena e di racconto e, in Europa, uno degli esponenti di spicco di tale forma di cinema -e viene da aggiungere, più in vista- è certamente Aleksandr Sokurov.
Il regista russo con Francofonia prosegue un discorso che lega l’uomo all’arte e concentra maggiormente l’attenzione sulla seconda.
La domanda che si pone la voce narrante (lo stesso Sokurov nella versione originale, Umberto Orsini in quella italiana) è solo una piccola parte dell’attenzione che Francofonia pone sull’espressione artistica in ogni sua forma.

Il fatto storico al centro del film, il salvataggio del museo del Louvre da parte di Jacques Jaujard e Franz-Wolff Metternich durante la Seconda Guerra Mondiale, è il punto di partenza per un’importante riflessione sul peso che l’arte ha nella costruzione della società civile. La pittura e la scultura sono due delle forme di memoria dell’uomo e restituiscono ai posteri una testimonianza di cos’è stato l’Uomo prima del momento della fruizione dell’opera d’arte stessa.
A partire da questo concetto, la messa in scena di Sokurov mescola la vita vera con l’arte e la memoria con il tempo presente attraverso filmati e foto d’epoca, ma anche con la rappresentazione della vita di Jaujard e Metternich inseriti in un contesto moderno.
Così avviene che davanti alla macchina da presa vediamo una piccola ricostruzione storica fatta di attori/personaggi in costume, ma sullo sfondo ci sono ragazzi del 2015 che si fanno una foto con lo smartphone davanti al Museo, oppure una macchina d’epoca che percorre le strade di Parigi è affiancata da una qualsiasi utilitaria moderna.
Anche il mezzo cinematografico è rappresentato con la modernità del digitale -con la delicata fotografia di Bruno Delbonnel– e con la memoria del passato. Le inquadrature che raccontano la Storia sono quindi in 4/3 con un effetto di sporcatura tipico della pellicola e con la rappresentazione della colonna sonora ottica di lato.
Francofonia, dunque, mette in scena la memoria artistica che lascia una traccia nel mondo d’oggi, che convive con le persone senza che le persone se ne rendano sempre conto. Ma queste tracce esistono e si trovano in un luogo fisico, per esempio il Museo del Louvre.

1-FRANCOFONIA-Photo1
E così, tra la ricostruzione storica e la visita al Museo in compagnia dei fantasmi di Marianne, la protagonista del quadro La Libertà che Guida il Popolo di Eugene Delacroix, e Napoleone Bonaparte, prende vita una grandissima dichiarazione d’amore nei confronti dell’Arte e si inserisce la grande metafora di Aleksandr Sokurov: nel suo studio, il regista è in contatto Skype con il capitano di una nave cargo che trasporta le opere d’arte del Louvre/l’umanità intera mentre è in balia dell’oceano/del tempo.
È qui che l’asticella del messaggio del regista russo si alza ulteriormente, portando la sua riflessione a un livello superiore. Non più solo «Chi sarei stato se non avessi visto gli occhi di coloro che vissero prima di me?», domanda posta dalla voce narrante davanti ai numerosi ritratti d’arte contemporanea, ma «Chi saremmo noi senza i musei?», domanda che ingloba il genere umano tutto.

★★★★½

Share Button
The following two tabs change content below.
Giuseppe T. Chiaramonte

Giuseppe T. Chiaramonte

Nato a Catanzaro nel 1988, vive nella provincia di Milano da sempre. Appassionato di cinema fin da piccolo capisce che vuole farne la sua vita quando vede La compagnia dell'anello. Nonostante l'imprinting col genere blockbuster, che rimane nel cuore, la conoscenza del cinema d'autore arriva qualche anno dopo grazie agli studi e ora tra i suoi registi preferiti si contano nomi come Billy Wilder, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Martin Scorsese, David Fincher e Christopher Nolan. Ma siccome nella vita è un montatore video, la vera fonte di ispirazione arriva dalla leggendaria Thelma Shoonmaker, dal maestro Walter Murch e Kirk Baxter.

Be the first to comment

Leave a Reply